Jean Claude Juncker 141104170740
MAMBO 5 Novembre Nov 2014 1342 05 novembre 2014

Juncker sbaglia, ma Renzi la smetta con le risse

Il premier sull'Europa ha ragione, però è troppo litigioso. Non si guida così un Paese.

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Jean-Claude Juncker e Matteo Renzi.

Potrei fare l'elenco di uomini politici, giornalisti, gente d'impresa o dello Stato che si stanno fregando le mani dopo le dure parole di Juncker contro Renzi. Sbagliano.
Questa volta a farla fuori dal vaso, per dirla tutta, è l'eurocrate e non il premier italiano.
C'è nell'atteggiamento di Bruxelles verso gli Stati nazionali, e in particolare di alcuni, Italia compresa, qualcosa di inaccettabile che va dalla supponenza, ai diktat, fino a quell'aria padronale ingiustificata e ingiustificabile.
L'EUROPA DEVE MUTARE ATTEGGIAMENTO. Renzi, purtroppo alla maniera sua, ha ricordato che le scelte si fanno a Roma, ha ricordato la funzione servente, e costosamente servente, di Bruxelles, ha chiarito che le 'riforme' sono una necessità nazionale e non un prezzo da pagare all'Europa.
Già ai tempi di Berlusconi alcuni leader europei si fecero cogliere in atteggiamenti anti-italiani che solo la faziosità nazionale impedì di sanzionare con atteggiamento patriottico.
Oggi non ce lo possiamo permettere. Pur augurandoci che il premier impari le buone maniere, impresa pressoché disperata, è bene che Juncker e i suoi uomini e donne sappiano che devono mutare atteggiamento.
Siamo sul filo. La prosopopea dei burocrati dell'Ue si potrebbe giustificare in un quadro di prestigio delle istituzioni europee.
Invece si fa fatica a mantenere gli elettorati del Vecchio continente dentro l'idea unitaria e questa difficoltà nasce proprio dalle prepotenze e dall'arbitrarietà del gruppo dirigente europeo e dei loro funzionari. Tutti abbiamo negli occhi la Grecia, sia i suoi errori sia il modo selvaggio e coloniale con cui è stato trattato uno Stato a noi vicino.
IL PREMIER FA TROPPE RISSE. Renzi, tuttavia, deve sapere che quel pacchetto di bonus che si è preso dopo aver defenestrato Enrico Letta e che gli ha consentito un tot di 'vaffa' da distribuire fra D'Alema, Camusso, Juncker ecc, sta finendo.
Ormai ci si comincia a stancare di un premier che si infila in tutte le risse quando non le provoca deliberatamente.
Non si guida così un Paese. Troppi nemici, poco onore, così dovrebbe rovesciare il vecchio detto il nuovo premier.
Le cose che si devono fare in Italia e che l'Italia deve fare in Europa richiedono armonia, buone maniere, ragionamenti, non conferenze stampa minacciose e allusive a complotti inesistenti.
Renzi può contare sul proprio messaggio principale che è duplice: l'Italia deve svegliarsi e deve liberarsi di vecchie pastoie. Ma tutto questo si può fare in modo diverso.
Non invoco il bon ton, non è questo l'obiettivo, purtroppo, se uno nasce arrogante non gli si può far nulla.
Invoco invece il primato del risultato che si raggiunge con trattative e accordi. Non con i 'vaffanculo' e l'alterigia.

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