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SCHEDA 5 Novembre Nov 2014 2000 05 novembre 2014

Nuovo Italicum: premio alla lista e soglia di sbarramento al 5%

La nuova proposta di Renzi: 70% dei deputati eletti con preferenze. Rimane il nodo per la dimensione dei collegi.

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Una fase delle votazioni alla Camera sulla riforma della legge elettorale.

Un sistema elettorale che ricorda molto da vicino il vecchio Mattarellum.
È questo il nuovo volto dell'Italicum nella versione proposta da Matteo Renzi a Silvio Berlusconi nell'incontro del 5 novembre.
PREMIO AL PARTITO. Secondo le indiscrezioni il leader del Pd ha in mente un premio di maggioranza al partito che ottiene il 40%, ma se nessuno supera questa soglia si va al ballottaggio tra i due partiti più votati.
Inoltre il 70% dei deputati eletti con preferenza in collegi plurinominali, 30% eletti in liste bloccate su base regionale con metodo interamente proporzionale.
Infine una soglia di sbarramento alta: al 5%.
Si tratta di un sistema flessibile a seconda dell'ampiezza dei collegi.
MOLTE MODIFICHE RISPETTO TESTO CAMERA. Rispetto alla riforma elettorale approvata a marzo dalla Camera, nel nuovo Italicum cambiano molte cose.
In primo luogo il premio di maggioranza viene assegnato non alla coalizione vincente ma alla lista, ed esso scatta col 40% dei voti anziché col 37%.
L'Italicum aveva una serie di soglie di sbarramento (12% per le coalizioni, 8% per i partiti che corrono da soli, 4,5% per i partiti all'interno di una coalizione), mentre nel nuovo sistema ce ne sarebbe una sola del 5% (ben vista dal Cavaliere) che però l'Ncd vorrebbe far scendere al 4%.
PREFERENZE GRADITE A M5S. L'altra grande novità sono le preferenze, invise a Berlusconi ma gradite a M5s, fatto che permette a Renzi di giocare su due tavoli.
La nuova proposta Pd prevede invece le preferenze ma il 30% dei parlamentari verrebbero eletti in listini bloccati di 4-5 nomi su base regionale.
Berlusconi ha replicato: «e perché non 50-50?».
Se fosse per il Cavaliere le preferenze non ci dovrebbero essere, ma esse fanno recuperare a Renzi la minoranza interna del Pd (in agitazione sul Jobs act).
NODO DIMENSIONE COLLEGI. L'altra decisione fondamentale riguarda la dimensione dei collegi plurinominali: se rimanesse piccola come quella dell'Italicum, in ciascuno collegio verrebbero eletti circa 4 deputati, accentuando la 'competition' interna ai singoli partiti, in particolare tra le correnti del Pd.
Per un partito diviso sul territorio ancor più che a livello nazionale, questa competizione avrebbe effetti deleteri, perché le attuali divisioni locali tenderebbero a consolidarsi.
Se invece i collegi venissero allargati in modo che in ciascuno siano eletti 8-10 deputati, il Pd si potrebbe risparmiare le primarie interne e avrebbe una 'competition' tra correnti meno cruenta.
PER FI MEGLIO COLLEGI PICCOLI. Al contrario con collegi piccoli come quelli dell'Italicum Forza Italia avrebbe, in rapporto, più eletti nella parte proporzionale con i listini bloccati, e questo consentirebbe a Berlusconi di assicurarsi una maggior quota di fedelissimi in Parlamento.

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