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SVOLTA POLITICA 5 Novembre Nov 2014 2304 05 novembre 2014

Renzi può mollare Berlusconi: legge elettorale col M5s

Italicum, incanto rotto tra Pd e Forza Italia. Silvio teme le elezioni anticipate. Così il premier batte una nuova strada: Mattarellum 2.0 assieme ai grillini.

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Matteo Renzi.

L'incontro tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi è «andato male».
Il leit motiv in Transatlantico dopo il summit tra il capo del governo e il leader di Forza Italia è categorico: «L'incanto si è rotto».
Sono soprattutto i deputati di Forza Italia a sottolineare questo black out nei rapporti.
L'intoppo è la legge elettorale, o meglio le modifiche all'Italicum proposte da Renzi: soglia per il premio di maggioranza al 40%, collegi piccoli o preferenze, ma soprattutto il premio assegnato alla lista e non più alla coalizione.
PAURA DEL VOTO A PRIMAVERA. Niente di particolarmente trascendentale per il Cavaliere, ma - confida un fedelissimo a Lettera43.it - «ha fiutato che Renzi vuole andare a votare in primavera, e questo sarebbe un colpo ferale per Silvio, che spera nella revisione della legge Severino e intanto sta cercando di risolvere i problemi delle aziende di famiglia».
Motivi più che validi per tirare il freno a mano sul patto del Nazareno, almeno sul punto della legge elettorale «che sarebbe una pistola carica, puntata sulla tempia di Forza Italia».
Il fattore con cui Berlusconi però non ha fatto i conti è la volontà ferrea del premier di portare a casa l'Italicum, o qualsiasi norma sul voto, entro la fine dell'anno o l'inizio del 2015.
RIECCO IL MATTARELLUM RIVISTO. Tanto che, rivela una fonte del Partito democratico a Lettera43.it, «anche il Mattarellum rivisto di Roberto Giachetti diventa una soluzione percorribile».
In poche parole, il testo presentato dal 'renzianissimo' vice presidente della Camera sarebbe il grimaldello con cui scardinare non solo le resistenze di Forza Italia, ma anche le titubanze di una buona fetta degli scontenti del Movimento 5 stelle.
I CINQUE STELLE SCARICANO GRILLO. «Molti di loro, in privato, ci dicono che non aspettano altro se non il flop alle regionali in Emilia Romagna e Calabria per poter mollare Grillo», continua la fonte, «e la legge elettorale potrebbe essere il primo banco di prova per testare le loro reali intenzioni di dissociarsi dalla linea imposta e iniziare a lavorare per il Paese».
Del resto Giachetti aveva fatto i conti già il 29 ottobre, presentando la sua proposta di legge. «I numeri ci sono anche senza Forza Italia. Questa soluzione risolverebbe i problemi interni al Pd e anche il M5s non potrebbe non votarla».
MAGGIORITARIO SENZA LISTE CIVETTA. Il Mattarellum 2.0 è senza scorporo: un sistema maggioritario con i collegi uninominali per il 75% e proporzionale per il 25%, con sbarramento al 4%, ma a differenza della legge elettorale nata nel 1993 non consente la presentazione di liste civetta, ossia quelle che collegate alla lista principale permettono di aggirare lo sbarramento e quindi dare rappresentanza anche ai piccoli e piccolissimi raggruppamenti.
IL COLPO DI FRUSTA È INDISPENSABILE. Dalle indiscrezioni raccolte, dopo l'incontro con Berlusconi pure Renzi sembra si sia convinto che un colpo di frusta sia ormai indispensabile.
Anche a costo di rompere il patto del Nazareno. E per questo pare abbia dato ordine ai suoi di verificare se Giachetti abbia davvero ragione con i suoi calcoli. Se così fosse, allora lo scenario cambierebbe. E anche per la minoranza dem sarebbe difficile dire di no al segretario che molla Berlusconi.

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