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STRATEGIE 5 Novembre Nov 2014 1023 05 novembre 2014

Salvini sfida Berlusconi: «Mi prendo il centrodestra»

Il leader della Lega vuola allargarsi e far fuori il Cav. Ma Forza Italia non ci crede.

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Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini.

Salvini si allarga. Il leader della Lega Nord punta a portare il Carroccio oltre l'elettorato tradizionale, e vuole conquistare il centrodestra. Nei suoi piani c'è anche un assalto al Sud con la Lega dei Popoli, oltre a quello più importante alla leadership di Silvio Berlusconi.
«Mi prendo il centrodestra», ha detto Salvini. «Il centrodestra in Italia è nato nel 1994 dal progetto del presidente Berlusconi e tutt'oggi non si può prescindere dalla sua leadership», ha replicato duramente il capogruppo di Forza Italia Paolo Romano.
«Mollate Salvini al suo destino, quello di reggimoccolo di Marine Le Pen», è l'invito del leader Ncd Angelino Alfano.
La verità è che il centrodestra appare ancora alla ricerca di un equilibrio dopo la débâcle delle Europee. Il Nuovo Centrodestra deve trovare la quadra nei rapporti con Forza Italia sul territorio ed è alle prese con la mozione di sfiducia nei confronti del ministro Alfano chiesta, tra gli altri, proprio dalla Lega.
FDI RESTA IN DISPARTE. Fdi prende le distanze dal nuovo «relativismo etico» di Berlusconi e dall'attacco leghista «all'unità nazionale»; anche se alla fine, attraverso la Fondazione An, invita tutti a sedere insieme ad un tavolo per «costruire una alternativa al renzismo».
A dare fuoco alle polveri ad una situazione chiaramente esplosiva sono le parole di Salvini che annuncia «il lancio a fine mese di un nuovo soggetto politico. Un progetto culturale, non un cartello elettorale», ha precisato, «perché non mi interessa un centrodestra che sia una sommatoria di Lega, Forza Italia e Ncd».
POLEMICHE DI FORZA ITALIA. Nulla di nuovo fino all'attacco al Cavaliere: «Berlusconi pensa a una nuova edizione di Forza Italia ma il mondo è cambiato». Tanto basta per scatenare la controffensiva forzista con una serie di comunicati a difesa della leadership di Berlusconi «guadagnata con il consenso degli elettori», confermata nei fatti ed indiscussa.
La stroncatura finale arriva dal Mattinale di Fi: «La volontà di egemonia della Lega nel centrodestra», si legge in una nota, «è qualcosa di lunare e finisce già nel suo stesso proporsi».
Salvini non replica e rivendica il successo delle «500mila firme raccolte e certificate dalla Cassazione» per il referendum sulla legge Fornero. Ncd va all'attacco.
CONTROFFENSIVA DI LA RUSSA. Alfano replica all'offensiva con una contro-Opa sui parlamentari leghisti ai quali invia una lettera aperta per invitarli a «prendere le distanze» dal loro «capetto»: «Mollate l'arrogante segretario al suo destino».
In questo contesto avrà molto da lavorare Ignazio La Russa che punta su un'iniziativa unitaria a Milano per i 25 anni dalla caduta del muro di Berlino. I nomi delle presenze sono quelli che contano nel centrodestra: Meloni, Toti, Gelmini, Fitto, Alemanno, Terzi di Sant'Agata, Tremonti, addirittura Storace, e forse anche Saltamartini e Lupi. Salvini non c'è. «Non lo temo», dice La Russa, «chi ha più carte da giocare, se le giocherà. È lecito che Salvini si giochi le sue carte. È stupido che il centrodestra agevoli il suo gioco senza costruire alternative».

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