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TENSIONI IN AULA 5 Novembre Nov 2014 2100 05 novembre 2014

Sblocca Italia, fiducia nel caos al Senato

Ok con 157 sì, il decreto è legge. Protesta M5s in aula, polemica sulle trivellazioni.

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Palazzo Madama, sede del Senato a Roma.

Nuovo caos al Senato per la fiducia sul decreto Sblocca Italia.
Dure proteste delle opposizioni con il voto andato avanti a singhiozzo per le contestazioni dei senatori 5 Stelle, arrivati a stendersi sui banchi del governo per impedire ai colleghi di votare.
Alla fine dall'aula del Senato è arrivata il sì al decreto.
L'ok dell'Assemblea di Palazzo Madama giunge con 157 voti favorevoli e 110 contrari e nessun astenuto.
Il decreto, già approvato alla Camera, è legge.
VOTO DAL PROPRIO BANCO. Lo Sblocca Italia è un 'decretone' che contiene misure che vanno dallo sblocco dei cantieri, che partiranno con tempi certi, agli interventi per le calamità naturali, passando per le semplificazioni per l'edilizia, la banda larga e ultralarga, l'ammodernamento delle ferrovie e le concessioni autostradali.
Proprio le norme sulle concessioni sono state l'oggetto degli strali delle opposizioni (da Sel a Forza Italia al Movimento Cinque Stelle) che accusano il governo di aver chiesto la fiducia in fretta e furia per 'nascondere' un 'regalo' fatto ai finanziatori di Renzi, quel gruppo Gavio che ha in concessione diverse tratte autostradali del Nord Italia e che doveva essere tra i partecipanti alla cena milanese di auto-finanziamento del Pd nell'agenda del premier per il 6 novembre.
POLEMICHE SU TRIVELLAZIONI. In aula si è assistito all'esposizione di cartelli e striscioni 'stop trivellazioni', portando la protesta fino al blocco delle operazioni di voto, con i senatori che, mani nere d'inchiostro come fosse petrolio, si sono stesi sui banchi del governo e si sono seduti lungo i corridoi per bloccare i colleghi.
Il governo poi dovrà intervenire prima che il testo entri in vigore per dare copertura a una norma 'scoperta', che esclude dal Patto di stabilità interno i costi delle opere di bonifica degli Enti territoriali, introdotta alla Camera (dove peraltro la commissione Bilancio aveva stralciato decine di modifiche votate dai deputati proprio per assenza di coperture).
In sintesi ecco le principali misure contenute nel provvedimento.
AZIONI SU CALAMITÀ. Una delle principali novità arriva dopo il dramma del capoluogo ligure.
D'ora in poi le opere potranno dunque partire anche se sulla gara è pendente un ricorso del Tar da parte dei concorrenti.
Si punta così a velocizzare gli iter amministrativi.
In più è stata approvata la proroga senza gara delle concessioni a fronte di un piano industriale e finanziario delle società. La disposizione è ora soggetta al «preventivo assenso» Ue.
FONDI PER GRANDI OPERE. I simboli sono l'alta velocità Napoli-Bari (prima pietra entro novembre 2015) e la Palermo-Messina-Catania.
Obiettivo dimezzare i tempi di percorrenza delle tratte. Michele Elia, ad di Fs, sarà commissario.
DEROGA PER CANTIERI. Per le piccole opere arriva un nuovo allentamento del Patto di stabilità interno, per le opere segnalate dai sindaci a Palazzo Chigi ma anche per quelle immediatamente cantierabili.
SEMPLIFICAZIONI PER RISTRUTTURAZIONI CASA. Nel testo previste semplificazioni per i lavori di ristrutturazione, resta lo sconto del 20% (fino a 300 mila euro) per chi compra casa e la affitta a canone concordato per otto anni.
Torna la norma per arrivare al regolamento edilizio unico
TASSE TRIVELLAZIONI. Le maggiorazioni di imposta per le imprese attive nell'estrazione di idrocarburi in Italia saranno destinate anche «alla promozione di misure di sviluppo economico e all'attivazione di una social card nei territori interessati».

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