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POLITICA 6 Novembre Nov 2014 0800 06 novembre 2014

Forza Italia, Berlusconi: «Niente primarie, resto il candidato premier»

L'ex premier chiude al confronto interno. E smentisce le elezioni anticipate: «Ora del patriottismo».

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Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

Silvio Berlusconi ha scelto il Quotidiano nazionale per tornare a parlare. E nell'intervista pubblicata giovedì 6 novembre è tornato a ribadire di non essere disposto a fare alcun passo indietro in politica, chiudendo alle primarie in Forza Italia.
L'ex Cavaliere, che ha precisato di essere «sempre stato ispirato da un sano patriottismo», ha evidenziato come l'Italia sia minacciata da «una crisi economica senza precedenti» e per questo è necessario che «pur nel rispetto della diversità di ruoli e di cultura politica, ciascuno metta al primo posto l'interesse nazionale».
CONVERGENZE POLITICHE. Berlusconi, inoltre, ha anche spiegato come il suo rapporto con il premier Matteo Renzi sia legato all'attuale fragilità italiana.
«Tutti abbiamo sperato in un bipolarismo maturo nel quale, su alcuni temi di interesse generale come le regole istituzionali, si potessero trovare convergenze tra maggioranza e opposizione», ha argomentato l'ex premier, secondo cui «oggi questo parrebbe possibile».
SERVE IL BIPARTITISMO. Berlusconi ha poi riflettuto anche sulla legge elettorale e alla domanda se sia favorevole a un sistema bipartitico ha detto: «Sarebbe una buona cosa». «Ma la legge elettorale», ha aggiunto, «è fatta di tanti capitoli, che devono equilibrarsi fra loro». Quindi, rispondendo indirettamente al leader del Partito democratico dopo l'incontro a Palazzo Chigi: «Non credo ci siano problemi insolubili ma spero che nessuno insista su delle forzature».
Tuttavia, l'ex Cavaliere non sembra intenzionato ad andare al voto, perché, a suo dire, «una campagna elettorale non è quello di cui il Paese oggi ha bisogno, viste le difficoltà in cui ci troviamo».
«NO ALLE PRIMARIE IN FI». Berlusconi ha poi confermato il no alla scelta del candidato premier da parte dei militanti: «Il Pd è ricorso alle primarie perché non aveva una classe dirigente legittimata dal voto popolare. Lo stesso Renzi ha vinto le primarie ma non è mai stato eletto dai cittadini». «Da noi la situazione è ben diversa. Il leader del centrodestra è stato legittimato dal voto degli italiani in moltissime occasioni. In vent'anni, più di duecento milioni di voti». E al giornalista che gli domanda se sarebbe lui il candidato premier, se fosse possibile, il Cav ha replicato: «Tolga pure quel 'se'. Sono certo che la Corte europea dei diritti dell' uomo cancellerà una condanna paradossale ed ingiusta».
«SALVINI? DEVE ANCORA DIMOSTRARE QUANTO VALE». Berlusconi riflette anche su Matteo Salvini e sulle parole con cui il segretario leghista ha annunciato che sarà lui a fare la rivoluzione liberale: «Per fare una rivoluzione liberale bisognerebbe in primo luogo essere liberali». «Salvini, al netto della propaganda, deve ancora dimostrare di saper fare qualcosa». Quanto a Ncd: «Se resteranno al centro, soli e ininfluenti, nessuno troverà opportuno votarli. Mi sembra che debbano darsi una mossa».
Berlusconi si è soffermato infine sulle posizioni che ha recentemente preso su coppie di fatto e ius soli: «Nessun cambiamento di linea. Per noi la famiglia, così come è intesa oggi, era, è e sarà sempre il nucleo fondante della società». «Ma, da liberali, saremmo incoerenti se negassimo il diritto di ognuno di fare scelte diverse, e se creassimo discriminazioni fra i cittadini in base ai loro orientamenti sessuali o agli stili di vita». Quanto al diritto di cittadinanza per gli immigrati, «non ho mai detto» che «sia automatica per chiunque nasca nel nostro Paese».

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