Matteo Renzi Cena 141106154412
EVENTO 6 Novembre Nov 2014 1601 06 novembre 2014

Renzi a Milano: la cena per finanziare il Pd

Al The Mall di Milano 650 persone per una serata col premier. Ogni invitato paga 1.000 euro. Tanti esponenti del mondo dell'impresa. Ma Gavio diserta.

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Milano: la sala che ospita la cena di finanziamento del Pd (6 novembre 2014).

Tacchi alti, cappotto nero, camicia rosa antico. Sandra (che preferisce non rivelare il suo cognome) è tra le prime ad arrivare.
All'ingresso l'attende una nutrita pattuglia di agenti in borghese e l'addetto al controllo delle liste. «Perchè no? Credo nel progetto di Renzi e voglio dare il mio contributo. Se voto Pd? Non sempre l'ho votato», sorride ai giornalisti che le chiedono cosa l'abbia spinta a versare 1.000 euro per qualche ora in compagnia del leader.
MILLE EURO PER PARTECIPARE. Tra tovaglie di lino bianco, due maxischermi, il simbolo del Pd grande sullo sfondo e un menù molto lombardo - risotto giallo con parmigiano, manzo in salsa di speck, riduzione d'amarone, mousse di cioccolato – il 6 novembre a Milano il Partito democratico ha portato a casa la prima cena di fundraising dell'era Renzi: 1.000 euro a testa (ma qualche invitato generoso ha deciso di offrire di più, fino a 5 mila euro) per sedere al tavolo con Matteo, Maria Elena Boschi, Maurizio Martina e altri esponenti del partito nella sede del The Mall, uno spazio di 4 mila metri ai piedi della Diamond Tower, nel nuovo quartiere residenziale di Porta Nuova.
RENZI ARRIVA PER ULTIMO. Il premier è l'ultimo ad arrivare, verso le 21, nella berlina con vetri oscurati che sfreccia nel garage lasciando a bocca asciutta i cronisti assiepati dietro le transenne.
Prima di lui sfilano Alessandra Moretti e Vicinio Peluffo, qualche seconda linea del Pd lombardo, mentre il segretario del partito a Milano, Pietro Bussolati, fa la spola tra l'entrata e la sala per assicurarsi che tutto vada secondo i piani.
IL BANCHETTO NEL TRIANGOLO DELLA MODA. Lo spazio scelto dai democratici per riunire imprenditori e simpatizzanti disposti a finanziare il partito è nel cuore della nuova Milano - grattacieli, giardini e boutique sorti nel giro di pochi anni nel triangolo dei quartieri Isola, Porta Nuova e Garibaldi - un maxiprogetto immobiliare che ha trasfromato la fisionomia e lo skyline della città gestito dall'americana Hines, il cui manager in Italia è Manfredi Catella, che di recente ha avuto parole di grande apprezzamento nei confronti del premier.
Il The Mall è ai piedi della Diamond Tower, location esclusiva scelta da Sky nello scorso aprile per la festa di lancio del canale dedicato alle serie tivù.
A un centinaio di metri di distanza svettano le due torri del Bosco verticale disegnate da Stefano Boeri.
Alle spalle, la nuova sede di Google, inaugurata pochi giorni fa.

Da Saffirio, torinese dei Google Glass, ai principi del vino Allegrini e Bertani

Milano: la cena del Pd si tiene nel nuovo quartiere residenziale Porta Nuova (6 novembre 2014).

Circa 650 persone hanno preso parte all'evento, in maggioranza piemontesi e veneti, ma anche tanti lombardi.
Rispetto alla cena organizzata nel 2012 da Davide Serra alla fondazione Metropolitan, questa volta a tavola col Pd c'era meno finanza e più impresa.
C'È ANCHE COLANINNO JR. Presenti Alessandro Perron Cabus, amministratore delegato della Sestrieres; Valerio Saffirio, amministratore delegato della Orange comunicazione che ha curato la campagna elettorale di Chiamparino per le Regionali e fondatore della Rokivo, la società con sede a San Francisco che coproduce i Google Glass; alcuni rappresentanti della Noberasco; l'amministratore di Live nation Italia Roberto De Luca; Alessio Albani di Omnia Medica, Pietro Colucci di Kinexia, il decano milanese dell'investment banking Guido Roberto Vitale e il vicepresidente del Gruppo Piaggio Matteo Colaninno, figlio di Roberto.
SMENTITA LA PRESENZA DEI GAVIO. Dal Veneto sono arrivati Fabio Franceschi di Grafica Veneta e alcuni esponenti delle dinastie vignarole Allegrini e Bertani e Sandro Bregolato della Saiv di Vicenza. Assenti invece i Gavio.
Nei giorni scorsi la notizia di una loro partecipazione alla cena aveva suscitato un po' di polemiche nel Pd, per via del decreto Sblocca Italia: la legge prevede la proroga delle concessioni autostradali alle società che ne sono già titolari, in cambio di investimenti, senza gara pubblica. E i Gavio sono tra i beneficiari del provvedimento in quanto concessionari.
FARINETTI OFFRE IL CATERING. A cena con il premier alcuni imprenditori di Confcommercio e, va da sé, Oscar Farinetti, che con la sua Eataly (Piaceri d'Italia) ha offerto il catering per l'evento.
Considerata la grande partecipazione, l'incasso della serata potrebbe superare ogni rosea aspettativa degli organizzatori, arrivando anche a 700 mila euro. Ma l'elenco completo dei finanziatori è ancora riservato.
Il 7 novembre si replica a Roma.

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