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RETROSCENA 6 Novembre Nov 2014 1245 06 novembre 2014

Renzi: «Il governo Letta era scarico»

Il premier svela nel libro di Vespa il passaggio di consegne a Palazzo Chigi. E smentisce il «complotto».

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Il premier Matteo Renzi.

Matteo Renzi non avrebbe voluto prendere il posto di Enrico Letta a Palazzo Chigi. Ma il «suo governo aveva la batteria scarica» e senza possibilità di essere «riavviato». E per questo s'è preferito il cambio al vertice piuttosto che il rimpasto.
A parlare è il presidente del Consiglio che s'è confessato nel libro di Bruno Vespa, Italiani voltagabbana in uscita giovedì 6 novembre per Mondadori-Rai Eri.
SU LETTA NESSUN COMPLOTTO. A testimonianza della sua buona fede, Renzi ha spiegato che «l'hastag #enricostaisereno è nato» proprio per sostenere Letta: «Quando ho detto Enrico stai sereno, io ci credevo. Lui no», ha detto il premier al giornalista della Rai. E quando Vespa gli ha chiesto se è stato proprio lui a silurarlo, il leader del Partito democratico ha replicato dando una versione ben diversa: «So in coscienza che la rappresentazione del complotto o dell'agguato non è vera. Il fatto stesso che le persone più vicine a lui come Franceschini, Alfano e Lupi abbiano capito e agevolato il passaggio, dimostra che il governo Letta si era fermato».
GOVERNO ORMAI AL CAPOLINEA. «Se avessi dovuto pensare al mio interesse», ha continuato l'ex sindaco di Firenze, «avrei aspettato le elezioni politiche. Se c'è stato il cambio la responsabilità non è del segretario del Pd, ma dell'evidente incapacità del governo di andare avanti».
Tuttavia, Renzi ha ammesso di essere d'accordo che se non fosse stato segretario del Pd a Palazzo Chigi avrebbe combinato ben poco. «Infatti», ha precisato il premier, «ho capito che occorreva partire da lì».
Eppure, secondo l'ex rottamatore, la sua presenza al governo ha permesso ai democrat di fermare il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo che in altre condizioni «il 25 maggio avrebbe avuto ben altro risultato». Ma la storia ha raccontato un altro successo.

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