PROTESTA 6 Novembre Nov 2014 1634 06 novembre 2014

Renzi in visita all'Alcatel, contestato con lanci di uova

Fischi e insulti al premier. Sull'Ue: «Mai detto che sia un covo di burocrati».

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Una piccola contestazione ha accolto il premier Matteo Renzi in visita alla nuova sede Alcatel-Lucent di Vimercate.
Il presidente del Consiglio è passato da un'entrata laterale, mentre le auto del suo staff, arrivate davanti quello principale sono state fatte oggetto di un lancio di uova da parte dei manifestanti in attesa.
L'arrivo delle auto blu davanti all'ingresso della multinazionale delle telecomunicazioni è stato accolto anche con fischi ed insulti. Davanti alla sede si erano radunanti circa 500 lavoratori. «Mi tirano le uova?», si è schermito lui, «sono pronto a fare le crepes. Quando c'è una crisi il presidente del Consiglio deve fare il sindaco, non il coniglio, non deve scappare, deve mettersi in gioco».
INVESTIMENTI FUORI DAL PATTO DI STABILITÀ. Nel corso del suo intervento, Renzi è tornato sulla recente polemica con Bruxelles: «Non ho mai detto che la Commissione Ue sia un covo di burocrati, ma ora che l'hanno detto loro la cosa mi fa pensare», ha affermato. «Se vogliono uscire dal recinto dorato della burocrazia, liberino le risorse e dicano che tutti gli investimenti che servono per creare tecnologia, ricerca e innovazione vengano tolti dalle catene del patto di Stabilità».
L'EUROPA DEVE TORNARE A CRESCERE. Secondo il premier, i dati Osce «dicono che l'Eurozona è il problema dell'economia mondiale, sono molto tristi da un lato e incoraggianti dall'altro perché dimostrano che se l'Eurozona cambia, può tornare a crescere anche l'economia mondiale. Perciò in Italia stiamo facendo una battaglia perché l'Europa cambi. Dimostriamo che l'Europa può tornare a crescere».
L'Italia, infine, è stata «funestata dall'atteggiamento remissivo, rinunciatario e miope di una generazione di politici e tecnici che hanno indicato come massimo limite 'non faremo la fine del Paese in crisi' e si sono limitati a cercare di lenire qualche ferita, ricucire qualche strappo».

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