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INTERVISTA 6 Novembre Nov 2014 0710 06 novembre 2014

Serra: «Chiudo le società alle Cayman e m'iscrivo al Pd»

Il finanziere vicino a Renzi: «Voglio dare una mano all'Italia».

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Il finanziere Davide Serra.

Che Davide Serra, il finanziere amico del premier Matteo Renzi, voglia prendere la tessera del Partito democratico è cosa nota. L'aveva già anticipato in occasione della Leopolda dove è stato uno dei protagonisti soprattutto con la proposta di limitare il diritto di sciopero per i dipendenti pubblici. Ma ora il fondatore e amministratore di Algebris Investments, che si definisce «un gestore di risparmi» che non «presta soldi» ma «investe in capitale di rischio» per conto dei suoi investitori, per non non danneggiare il leader del Pd ha deciso di tagliare i ponti con le Isole Cayman, dove hanno sede alcune sue società.
BASTA CON LE CAYMAN. «Pago le tasse in Inghilterra», ha detto in un'intervista a La Repubblica Serra, «e comunque per farla finita con questa storia non avremo più alcuna società alle Cayman».
Poi Serra, per chiarire come in fondo il suo riposizionamento non deve stupire, ha precisato di aver «sempre votato per il centrosinistra» di «mantenere 8 mila bambini in Africa con la beneficenza», in quanto «cattolico» che crede «nel dovere morale di restituire qualcosa alla società».
RICHIESTA LA TESSERA PD. Quindi, per raccontare la sua storia, il finanziere s'è definito «uno stakanovista» partito «da zero» e diventato a 30 anni «il più giovane direttore del dipartimento ricerca nella storia di Morgan Stanley».
Poi ha ribadito la volontà di iscriversi al Pd londinese - «Ne ho fatto richiesta» ha detto Serra, anche se il circolo ha precisato di non averlo mai visto - e ha chiarito l'uscita sugli scioperi, precisando che «serve coordinarli per non creare disagi alla gente e non spaventare gli investitori internazionali che possono creare occupazione».
Ma nel futuro del numero uno di Algebris Investments non c'è politica: «Non cerco incarichi», ha spiegato, «amo il mio mestiere. Ma voglio dare una mano all'Italia».
A RENZI SOLO CONSIGLI. Sull'amicizia con Renzi, Serra ha precisato: «Non siamo amici, non facciamo le vacanze insieme». E ha ricostruito come sia nato il loro rapporto: «Ho letto un suo libro, gli ho scritto una mail e ci siamo visti a Firenze per una pizza e da allora gli mando qualche consiglio sulla materia che conosco». Spiegando pure di farlo «gratis» anche «per altri capi di governo e ministri».
Eppure al finanziere il premier piace, perché «è il primo politico italiano che parla in modo comprensibili»: «Condividiamo gli stessi valori», ha continuato Serra, «e per la prima volta ho fiducia nel cambiamento».

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