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POLITICA 8 Novembre Nov 2014 1205 08 novembre 2014

Accordo Pd-M5s, Ncd minaccia di uscire dal governo

Schifani: «Con l'intesa ci sarebbe incertezza e immobilismo». Alfano: «Avanti dialogo Renzi-Cav».

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Il presidente del Ncd, Renato Schifani.

Il Nuovo centrodestra mette in guardia il premier Matteo Renzi. Se il leader del Partito democratico dovesse siglare un accordo con il Movimento 5 stelle, allora il partito di Angelino Alfano potrebbe uscire dalla maggioranza.
A lanciare il monito al presidente del consiglio è stato il presidente del Ncd, Renato Schifani, secondo cui l'accordo Pd-M5s significherebbe ipotizzare «un governo non dell'incertezza ma addirittura dell'immobilismo» e per questo il suo partito «non ci starebbe».
GRILLO INAFFIDABILE. «Non credo in questa politica dei due forni», ha aggiunto Schifani, «anche perché il M5s ha dimostrato di essere totalmente inaffidabile».
Quindi il rappresentante del partito di Alfano ha aggiunto che l'Italia «non si può permettere» l'intesa Pd-pentastellati, anche se poi s'è detto fiducioso sulla tenuta della maggioranza, perché «Renzi è una persona intelligente».
ALFANO, APPELLO AL CAV. Intanto il leader di Ncd ha lanciato un appello al partito di Silvio Berlusconi: «A Forza Italia», è stato l'invito di Alfano a margine di una manifestazione elettorale a Rimini in favore del candidato alla presidenza della Regione per Ncd-Udc, Alessandro Rondoni, «noi diciamo di essere per la prosecuzione del Patto del Nazareno».
Il segretario di Ncd, infatti, ha spiegato di «non aver nulla contro il fatto che si continui quel dialogo tra Renzi e Berlusconi», anche se ha invitato a «non giocare il Patto contro i futuri e potenziali alleati».
SPAZIO A CHI NON VINCE. Quindi, parlando della legge elettorale, Alfano ha precisato che la sua formazione è «pronta ad accelerare e fare tutto subito»: «I capitoli sono due, governabilità e rappresentanza», è tornato a ribadire il ministro dell'Interno, «sulla governabilità per noi va bene il 55% del premio a chi vince, sulla rappresentanza è opportuno dare spazio a quei milioni di italiani che non saranno con chi vince, e crediamo di dire una cosa di buon senso e ragionevole».

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