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RECESSIONE 8 Novembre Nov 2014 1150 08 novembre 2014

Crisi Europa, Amato: «Se continua così va a ramengo»

L'ex premier: «Ora darsi una mossa». E Romano Prodi: «Tornare indietro e ricominciare da capo».

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Romano Prodi e Giuliano Amato.

L'Europa è destinata ad andare a «ramengo». Parola di Giuliano Amato, secondo cui questo è il destino dell'Unione europea se dovesse «continuare così».
L'ex premier ha scelto i microfoni di Manuale d'Europa su RadioUno per parlare del futuro del Vecchio Continente.
EUROPEISMO IN DECLINO. «L'Europa», ha chiarito, «sopravviverà perché c'è una burocrazia che la fa sopravvivere ma rimarremo in un lento declino dell'europeismo. Se qualcuno si dà una mossa, e questo è il momento per farlo, allora l'Europa ha intatte tutte le sue prospettive e i bisogni a cui può corrispondere». Quindi ha invitato a smettere di «pensare all'Italia», precisando che il nostro Paese «ha una situazione economica che da sola non è in grado di risolvere».
BASTA EUROCRATI. Secondo Amato, infatti, «gli eurocrati dell'Europa servono ma di sicuro non bastano», perché questi «per definizione attuano ciò che è stato deciso»: «Serve la politica che sappia ritrovare il senso comune dell'essere europei», ha detto il giudice costituzionale, «anche se non mi ricordo neanche più quando è stata l'ultima volta che è stato deciso qualcosa sul piano politico».
L'UE VA DOVE S'INDIRIZZA. Nella stessa trasmissione della Rai è intervenuto anche l'ex presidente della Commissione europea, Romano Prodi, secondo cui «l'Europa va dove la facciamo andare»: «Certamente i leader dei Paesi europei di oggi non hanno più il senso dell'urgenza storica dell'Europa», ha argomentato l'ex premier, «pensano che tutto sommato anche i singoli Paesi possano sopravvivere in questa globalizzazione. È un errore drammatico».
AZZERARE TUTTO E RICOMINCIARE. Tuttavia, Prodi ha rigettato l'idea che la sua Commissione fosse di burocrati: «È un discorso profondamente sbagliato», ha precisato, «c'erano tutte le premesse per poter diventare nuovi leader del mondo, poi, però, è stata bocciata la Costituzione europea». Quindi la Commissione successiva a quella presieduta dall'ex premier, «ha preferito seguire la forza dei paesi e non la propria forza».
«Adesso bisogna tornare indietro e ricominciare tutto da capo», è stato l'invito di Prodi.

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