Ignazio Marino 130610181953
ROMAGATE 8 Novembre Nov 2014 1945 08 novembre 2014

Multe, Marino: «I miei dati falsificati»

Il sindaco denuncia la manipolazione del sistema informatico che controlla la Ztl.

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Ignazio Marino.

  • Una riproduzione della scheda personale di Ignazio Marino nel sistema informatico che registra i permessi Ztl per la Capitale (Ansa). Quello del sindaco risulta revocato.

  • Una riproduzione della scheda personale di Ignazio Marino nel sistema informatico che registra i permessi Ztl per la Capitale (Ansa): il permesso risulta rinnovato.
  • Multa gate per il sindaco di Roma Ignazio Marino. Il primo cittadino ha denunciato ai carabinieri che i suoi dati nel sistema informatico che registra i permessi Ztl sono stati «manipolati e falsificati». «È sparita l'autorizzazione che ha permesso alla Panda (di Marino) di circolare nella Ztl nel periodo tra la scadenza e il rinnovo del permesso», ha reso noto il Campidoglio. Sulla testa del sindaco, a leggere le notizie riportare nei giorni scorsi, ci sarebbero nove multe prese nell'estate del 2014 e non pagate.
    PERMESSO NON RINNOVATO O MODIFICATO? Secondo una prima ricostruzione, Marino non avrebbe rinnovato il permesso per accedere alla zona a traffico limitato, circolando così dal 24 giugno al 20 agosto senza contrassegno. Un'anomalia che è stata vista dalle telecamere e dal «cervellone» della polizia municipale. Ma se la denuncia del sindaco risultasse vera, si tratterebbe in realtà di una manipolazione dei dati registrati nel computer per screditare il primo cittadino. Un colpo di scena che arriva come un terremoto sulla politica capitolina.
    «È un dossier elettronico falso», costruito da chi «vorrebbe una capitale che funzioni sulla base dei favori e forse delle tangenti», ha attaccato l'esponente democratico in un video. Nel filmato il sindaco ha mostrato le stampate dei due documenti che a suo dire dimostrerebbero l'intrusione e la manipolazione dei dati. In uno, datato 6 novembre, il suo permesso esiste, nell'altro visualizzato due giorni dopo non c'è più, ha sostenuto Marino. «Questa amministrazione sta pestando i piedi a molte persone», ha detto, «ma noi siamo diversi e non ci facciamo spaventare da questo clima e dall'attitudine a costruire dossier». Ma non solo. >
    REATO PUNIBILE CON 8 ANNI DI CARCERE. «Qualcuno in queste ore è entrato con dolo nel sistema per manipolare i miei dati e creare un danno alla mia credibilità». è l'accusa lanciata dal sindaco, «È un reato grave, previsto dall'articolo 615 ter del codice penale punibile con la reclusione sino a 8 anni. Queste cose accadono per avvelenare il clima in città. Per quanto mi riguarda vado avanti senza farmi toccare da questi atti criminali. Conto sulle mie idee e non mi faccio spaventare dalle calunnie».
    Il contrattacco di Marino con la visita ai carabinieri della stazione San Lorenzo in Lucina è arrivato nel giorno il cui il partito che sta cavalcando di più il caso, Ncd, ha denunciato «le bugie» del sindaco e ha annunciato di chiedere l'accesso agli atti. «Marino ha dato quattro versioni diverse», aveva dichiarato prima della denuncia del sindaco il senatore Andrea Augello, esponente storico della destra romana.
    AUGELLO IPOTIZZA LE DIMISSIONI. «Non ci fu alcun disguido sulle multe. Non aveva nessun permesso provvisorio, non aveva la sua targa inserita in nessuna 'white list', non aveva presentato nessuna domanda alla scadenza rimanendo in attesa della risposta dall'agenzia» della Mobilità. E dopo la mossa di Marino Augello ha replicato ancora: «Credo che la procura di Roma sia ormai obbligata a interessarsi a questa vicenda. Qualora non risultasse alcuna manipolazione del sistema informatico, il sindaco ha l'obbligo di dimettersi». L'ex vicesindaco del Pdl Sveva Belviso, ora consigliere capitolino e leader di Altra Destra, ha evocato il Watergate: «Si ha sempre più l'impressione che Marino sia disperato come Nixon», il presidente Usa travolto dallo scandalo all'inizio degli anni Settanta.

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