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VERTICE 8 Novembre Nov 2014 1825 08 novembre 2014

Summit Apec, tra Cina e Usa patto di non aggressione sul commercio

Al summit Apec le due potenze in sordina sulle intese commerciali che le vedono in conflitto.

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Bandiere della Cina e degli Stati Uniti.

Non disturbate i manovratori, che tra loro non si disturbano. Cina e Stati Uniti hanno raggiunto l'8 novembre un compromesso al vertice dell'Apec in corso a Pechino rinunciando a promuovere aggressivamente le loro proposte, che sono in concorrenza, per la creazione di una zona di libero scambio nel Pacifico.
INTESE COMMERCIALI IN CONCORRENZA. Pechino ha accettato di far menzionare la sua proposta di una Free trade aerea of Asia/Pacific (Ftaap), solo in un annesso alla dichiarazione finale che concluderà, martedì 11 novembre, il vertice dei capi di Stato e di governo, al quale prenderanno parte tra gli altri il presidente americano Barack Obama e quello russo Vladimir Putin.
Dal canto loro, gli Usa hanno riaffermato la loro volontà di discutere con i 12 Paesi che si sono dichiarati interessati la loro proposta di una Trans pacific partnership (Tpp), che esclude la Cina. Le discussioni si faranno, ha sostenuto un membro della delegazione americana, ma «in sordina».
ACCORDO SU LOTTA ALLA CORRUZIONE. Dopo il colpo mediatico del 12 ottobre, quando è stato annunciato a sorpresa un tentativo di riavvicinamento tra Cina e Giappone dopo due anni di gelo diplomatico, la giornata dell'8 novembre è stata caratterizzata dalle discussioni sul mercato unico regionale e sulla lotta alla corruzione. Quest' ultimo tema è particolarmente caro all' ospite del summit, il presidente cinese Xi Jinping, che ha puntato gran parte delle sue carte politiche su una lotta alle 'mazzette' delle quali in Cina si fa un uso intenso.
CACCIA AGLI EX DIRIGENTI. All'inizio del suo mandato, nel 2012, Xi ha promesso che avrebbe perseguito non solo i 'moscerini', cioè i piccoli funzionari, ma anche le 'tigri', cioè i dirigenti più alti come l' ex-capo dell' apparato di sicurezza cinese Zhou Yongkang, che è stato anche un suo pericoloso avversario politico, e che oggi è agli arresti domiciliari.
Il segretario di Stato americano John Kerry ha dato il suo avallo ad un programma regionale di lotta alla corruzione, affermando in una conferenza stampa che essa «non solo impedisce una competizione veramente alla pari, ma priva le popolazioni di tutti i Paesi della fiducia in un sistema che possa lavorare a beneficio di tutti».
L'accordo sul coordinamento della lotta alla corruzione aiuterà Xi a catturare qualche 'tigre' fuggita all' estero.
Un buon risultato per il presidente, che ha puntato pesantemente sulla riuscita del summit.
LE PRIME TRE ECONOMIE AL MONDO. I capi di Stato e di governo dei 21 Paesi membri dell' Associazione - tra cui le prime tre economie del mondo, cioè quelle di Usa, Cina e Giappone - si svolgerà lunedì 10 novembre e martedì 11 novembre, i prossimi in un nuovo e futuristico albergo costruito dalla catena Kempinski sul lago Yanqi, a 50 chilometri dal centro di Pechino.
Il governo ha varato misure disperate per contenere lo smog che avvolge spesso la città imponendo la circolazione a targhe alternate e la chiusura di fabbriche, scuole e uffici per una settimana. Finora le misure anti-smog non hanno sortito l'effetto desiderato e l' inquinamento dell aria è rimasto ad un livello pericoloso secondo gli standard internazionali.
ZONA AD HOC SENZA CENSURA. Per ingraziarsi le migliaia di giornalisti che seguono il vertice, Pechino ha completamente liberalizzato Internet nel centro per la stampa allestito nel villaggio olimpico della capitale, dove grazie ad una broad band senza censura si accede con facilità a tutti i siti vietati agli utenti cinesi come Twitter, Facebook e Youtube, oltre al motore di ricerca Google e ad alcuni dei principali siti di informazioni del mondo come quello del New York Times.

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