Legge Elettorale Voto 120801221850
AGENDA 9 Novembre Nov 2014 1931 09 novembre 2014

Legge elettorale, Palazzo Chigi: «Nessun rinvio»

Fonti del governo: «In Aula a dicembre». Ma Forza Italia non ha ancora sciolto le riserve.

  • ...

Italiani al voto.

Il governo non ha intenzione di perdere tempo sulla legge elettorale. «Siamo pronti a tradurre l'accordo nell'ultimo sprint, non si può aspettare: in settimana la riforma va in commissione e l'obiettivo è arrivare a dicembre in Aula». Così fonti dell'esecutivo hanno spiegato la determinazione del presidente del Consiglio in attesa di conoscere le scelte di Forza Italia.
SI ATTENDE L'OK DEL CAV. E pur non volendo in alcun modo anticipare lo scenario di un avvicendamento al Colle, è chiaro che il premier vorrebbe incassare la riforma elettorale prima di aprire le danze della successione di Napolitano. Il rischio, spiegano nella maggioranza, «è che troppa carne al fuoco crei un corto circuito di difficile gestione».
Il via libera degli azzurri al nuovo Italicum viene dato per assodato da parte del governo. Ma Silvio Berlusconi, stretto tra la fronda di Raffaele Fitto e gli ultimatum di Matteo Renzi, si è preso un altro giorno di tempo.
Temporeggiamenti che non cambiano la tabella di marcia di Renzi. «Noi siamo pronti, basta rinvii: martedì incardiniamo la riforma e a dicembre voglio l'ok dell'Aula», ha incalzato, confermando il vertice di maggioranza del 10 novembre, di fatto un altro strumento di pressione su Berlusconi.
DELRIO: «IL PATTO NON TOCCA IL COLLE». Tutti al governo, da Graziano Delrio a Maria Elena Boschi, negano che la partita del Colle sia oggetto del patto del Nazareno che, sostiene il sottosegretario, «riguarda solo le riforme». Ma, anche se non detto, la trattativa sul successore di Giorgio Napolitano pesa eccome sulla scelta di Silvio Berlusconi, non disposto a restare fuori dai giochi.
«Noi non vogliamo rompere il patto», ha assicurato Berlusconi, «anche se tutta questa fretta di Renzi indica la volontà di andare a votare presto». Per il momento, dunque, l'ex premier ha scelto di non sciogliere la riserva come chiesto dal premier. Per orgoglio personale e per non offrire un nuovo destro alle accuse di Fitto di essere una costola del governo.
POSSIBILE VERTICE DI FORZA ITALIA L'11 NOVEMBRE. Il 10 novembre Berlusconi riunisce ad Arcore, per il consueto pranzo del lunedì, i figli e i vertici Mediaset, favorevoli a mantenere in vita il patto del Nazareno. E martedì 11 potrebbe vedere i big del partito per motivare l'ok alle modifiche all'Italicum e spiegare perchè Forza Italia non può essere tagliata fuori.
In attesa che Berlusconi decida, il premier ha in programma di riunire a Palazzo Chigi gli alleati della maggioranza di governo. L'obiettivo è continuare a tenere dentro il perimetro del Patto del Nazareno Nuovo centrodestra e Scelta civica, magari con una trattativa che conceda ad Alfano le preferenze ma alzi, come chiesto dal Cavaliere, la soglia di sbarramento.
Una quadratura certo non facile. «Una soglia alta escluderebbe dal parlamento milioni di voti degli italiani, sarebbe una forzatura eccessiva», ha chiarito il capogruppo Ncd Nunzia De Girolamo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati