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SOSPETTI 9 Novembre Nov 2014 2314 09 novembre 2014

Multe Marino, i carabinieri avviano le indagini

Il sindaco di Roma denuncia una manipolazione. Partiti gli interrogatori.

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Il sindaco di Roma, Ignazio Marino.

Un'accusa così non poteva restare senza conseguenze. Dopo che Ignazio Marino, ha denunciato la manipolazione dei suoi dati per il permesso Ztl, i carabinieri hanno iniziato a muoversi per sentire gli impiegati dell'Agenzia della mobilità, chi gestisce i permessi della Zona a traffico limitato, chi ha avuto accesso ai dati del sindaco, il cui nome è forse stato coperto con il bianchetto nelle stampate dal pc mostrate l'8 novembre dallo stesso Marino.
HACKERATI I PC DEL CAMPIDOGLIO. Secondo il sindaco ci sarebbe stato un accesso illecito al sistema informatico del Campidoglio per creare lo scandalo delle multe non pagate dalla Panda rossa del sindaco, e i militari del Nucleo investigativo intendono ricostruire come avviene la procedura e inviare un'informativa alla procura di Roma.
Spetta poi ai pm decidere se aprire un fascicolo e delegare altri accertamenti informatici agli stessi carabinieri.
L'8 novembre, Marino ha contrattaccato gli avversari, il Nuovo centrodestra in particolare, che lo accusano di aver avuto un trattamento di favore e di aver fatto un ricorso contro le multe, vietato al capo dell'amministrazione contro la quale si ricorre.
IL SINDACO: «I CARABINIERI FARANNO LUCE». «I carabinieri faranno luce», ha detto Marino, «identificando chi ha manomesso il sistema informatico del Comune di Roma affinché venga arrestato». La denuncia è stata presentata alla stazione dell'Arma di San Lorenzo in Lucina. «Qualcuno in queste ore è entrato con dolo nel sistema per manipolare i miei dati e creare un danno alla mia credibilità», ha accusato il sindaco. «È un reato grave, previsto dall'articolo 615 ter del codice penale punibile con la reclusione sino a 8 anni».

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