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POLITICA 9 Novembre Nov 2014 1130 09 novembre 2014

Quirinale, Delrio: «Per successore Napolitano ci sia massima convergenza»

Il sottosegretario: «Il patto del Nazareno non riguarda Colle. Renzi non vuole voto».

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Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio.

Il nodo Quirinale è all'ordine del giorno nell'agenda politica italiana.
Sul tema è intervenuto a SkyTg24 il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio a SkyTg24: «Napolitano non ci ha detto né addio né arrivederci. Intanto ce lo teniamo ben stretto. Quando sarà noi auspichiamo la massima convergenza di tutte le forze politiche per il successore».
«Se ci fosse la condivisione di tutte le forze politiche», ha spiegato il braccio destro di Matteo Renzi, «sarebbe un successo della politica perché è tempo che in Italia non vincano gli interessi partigiani, di parte, ma si riesca a fare scelte sopra gli interessi di parte».
Delrio ha ricordato che solo Forza Italia ha accettato un confronto sulle riforme istituzionali «ma noi continuiamo a volere un dialogo con tutti».
«PATTO NAZARENO PER RIFORME». «Non usiamo il Colle per fare pressioni sulle forze politiche», ha aggiunto Delrio escludendo che la partita per il Quirinale serva a convincere Berlusconi sulla legge elettorale: «Il patto del Nazareno è il tentativo di fare insieme le riforme, si chiama Nazareno perché solo un partito ha accettato il confronto».
«RENZI NON VUOLE VOTO». Il sottosegretario ha poi allontanato il campo da voci di voto anticipato: «Il presidente Renzi è impegnato a far uscire il Paese dai suoi problemi e non andare al voto».
«JOBS ACT GRANDE RIFORMA DI SINISTRA». «Il Jobs act è davvero una grande riforma e sono convinto che è anche di sinistra perché estende le tutele. Non capisco perché la discussione si concentri solo sull'articolo 18», ha spiegato Delrio rispondendo alla domanda se il governo accetterà delle modifiche al Jobs act per venire incontro alle critiche della minoranza Pd.
«INIZIATIVA SALVINI FINI ELETTORALI». Il sottosegretario ha commentato anche l'aggressione al segretario della Lega a Bologna: «Quella di Salvini è un'iniziativa a fini elettorali ed io prendo sempre le distanze da iniziative propagandistiche fatte sulla vita delle persone. Detto questo la violenza è inaccettabile perché Salvini ha diritto a manifestare dove vuole».

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