Vertici Sindacali Carmelo 141027185441
QUERELLE 9 Novembre Nov 2014 1840 09 novembre 2014

Sciopero generale, la Cisl frena

Cgil e Uil convinte, Furlan meno: «Usiamo altri strumenti». Ora dipende dalle risposte di Renzi.

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I vertici sindacali Carmelo Barbagallo della Uil, Susanna Camusso della Cgil e Annamaria Furlan della Cisl.

Insieme contro le riforme del governo Renzi. Ma quanto coesi? I sindacati si preparano allo sciopero generale, secondo banco di prova dopo la manifestazione nazionale del pubblico impiego che ha visto scendere in piazza 100 mila persone sotto le bandiere di Cgil, Cisl e Uil.
ULTIMATUM AL GOVERNO. Il 'blocco del Paese' ha un significato simbolico, politico, tutto particolare. Ed è per questo che già pochi minuti dopo la fine del comizio di Piazza del popolo, i leader delle tre organizzazioni confederali si sono riuniti per lanciare l'ultimatum all'esecutivo: risposte subito o, a dispetto dell'inverno alle porte, la fine dell'anno si preannuncia caldissima.
Ma se il segretario generale in pectore della Uil Carmelo Barbagallo non ha esitato a lanciare lo sciopero generale nel caso non arrivino risposte adeguate da parte del governo, se Susanna Camusso ha parlato di 'sciopero di tutti', a frenare è stata la neo segretaria della Cisl, Annamaria Furlan, che l'8 novembre ha parlato di utilizzare «tutti gli strumenti della lotta del sindacato confederale» e il giorno dopo è ritornata a esprimere perplessità sull'opportunità di uno stop totale e sulle modalità con cui le organizzazioni devono trovare l'unità.
FURLAN: «TANTI MOTIVI PER LA MOBILITAZIONE». «Per la mobilitazione ci sono davvero tanti motivi», ha detto Furlan, «ma il tema dello sciopero generale è un altro discorso». In questi anni, ha ricordato, «si sono persi 25 punti di produzione industriale e quando sento dire occupiamo le fabbriche in un Paese in cui le fabbriche chiudono, dico che le fabbriche devono essere tenute aperte, produttive e piene di occupati, non da occupare».
La strada, secondo Furlan, deve essere «mobilitarci con tutte le nostre categorie su tutti i problemi aperti». Ci sono poi i modi, forse anche le 'liturgie' sindacali, che vanno rispettate. «Quando qualcuno dichiara scioperi e poi chiede agli altri se vogliono aderire non si crea l'unità».
FIOM: IN PROGRAMMA DUE MANIFESTAZIONI. E, sullo sfondo, non poteva non comparire la sagoma di Maurizio Landini che, con la sua Fiom, lo sciopero generale dei metalmeccanici Cgil lo ha già annunciato con due manifestazioni: a Milano venerdì 14 novembre e a Napoli il 21. Molto dipende dunque dall'atteggiamento e dalle risposte di Palazzo Chigi. La 'mossa' tocca al premier Matteo Renzi che, dopo le bordate tirate sul sindacato, non deve sbagliare: pena una ritrovata, e forse inaspettata, unità sindacale che costituirebbe una spina nel fianco dolorosa.

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