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MAMBO 10 Novembre Nov 2014 1033 10 novembre 2014

Al Quirinale serve un presidente come Cossiga

Una figura con esperienza. Che pensi con la propria testa e non dipenda dai partiti.

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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Stefano Folli è il migliore di noi, ma il suo scoop sulle dimissioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano era una non notizia.
Il comunicato del Quirinale, infatti, non smentendo l’addio conferma che si tratta di un tema all’ordine del giorno fin dall’indomani della sofferta rielezione.
Le ragioni sono evidenti e appartengono, la prima, alla età del presidente e alla sua voglia di vivere tranquillamente i prossimi anni, la seconda probabilmente alla delusione verso un ritardo nelle riforme, compresa quella elettorale, che nega la ragione per cui Napolitano accettò di restare.
Né Napolitano ha più voglia di cimentarsi con rimpasti di governo e crisi dello stesso, ovvero lo scioglimento delle Camere.
Fate voi, sembra dire, che siete una «generazione di fenomeni».
NAPOLITANO CI MANCHERÀ. Il giorno in cui ascolteremo il suo messaggio di addio scopriremo quanto vuota si farà la scena politico-istituzionale.
Vero che spesso è sembrato che il Quirinale fosse fin troppo attivo, ma nessuna figura istituzionale può essere misurata fuori dalle temperie del suo tempo.
Se la politica darà per lungo tempo un leader di governo, meglio due contrapposti, in grado di guidare il Paese, si vedrà come al Colle serva una figura che assomigli al silenzioso primo Francesco Cossiga.
Sarebbe opportuno, però, che i partiti fin d’ora si muovessero per ragionare in modo tale da indicare una figura con quelle caratteristiche. Non servono new entry né della politica né istituzionali.
Al Quirinale serve esperienza politica, parlamentare, istituzionale. Serve una figura che pensi con la propria testa e e non dipenda da un capo partito. Non serve un uomo né una donna che ama la prima scena, meglio sarebbe una persona discreta che appaia solo quando è necessario.
Serve un presidente/a che abbia un carisma internazionale. Carisma vero, non bastano due o tre viaggi. Non servono uomini o donne che debbano consumare vendette o promuovere nuove cordate di fedeli.
Siamo arrivati a un punto tale della crisi repubblicana che non c’è leader pre-Renzi che abbia nulla da pretendere: sono stati tutti ministri, molti premier, altri ancora figure europee di punta.
VADA CHI È FUORI DAI GIOCHI DI POTERE. Insomma, non ci sono risarcimenti da dare ma valutazioni da fare sulle persone, sulla loro autonomia politico-culturale, sull’amore verso la Repubblica, sull’assenza di volontà di punire gli avversari con gli strali da lanciare dal Colle.
Il premier sa che la costruzione di una maggioranza simile in parlamento è difficile. Ma se è vero che qualunque gruppo politico può ricattarlo, tutti i gruppi hanno bisogno di lui.
Forse servirebbe anche un'operazione di sdrammatizzazione dell’appuntamento. Anche nell’ipotesi di molte votazioni, alla fine un presidente verrà fuori e se fossi un candidato sceglierei, da oggi ad allora, di tenermi molto in disparte.
Ecco perché non ho capito perché Sergio Chiamparino, che potrebbe essere un pretendente, per voglia di battuta si sia così avventatamente candidato.
L’unica cosa che Renzi non dovrà fare è pensare al Quirinale come ha pensato ai suoi ministri/e. Chi sale sul Colle non deve più rispondere a lui, quindi ci eviti mezze calzette, figure improvvisate, donne senza preparazione, politici e politiche visibilmente debitrici a lui per la carriera.
Voli alto, se può.

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