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MODIFICHE 10 Novembre Nov 2014 2039 10 novembre 2014

Legge di Stabilità: da Tfr a bonus, il Pd riscrive la manovra

Presentati quasi 4 mila emendamenti. Il M5s punta al reddito di cittadinanza.

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La Camera dei Deputati.

Tfr, fondi pensione, ammortizzatori, bonus 80 euro, ma pure quello per le mamme: sono tante le proposte di modifica del Partito democratico alla legge di Stabilità, che messe assieme riscrivono la manovra. Nei tanti faldoni, che in tutto contano 3.700 emendamenti, ha trovato spazio anche la correzione del governo ai conti così come concordato con l'Unione europea. Ed è spuntato pure, sempre a firma dell'esecutivo, l'allargamento della reverse charge a ipermercati, supermercati e discount alimentari, che porterà un incasso di 728 milioni, con un aumento della clausola di salvaguardia sulle accise da 988 milioni a 1,7 miliardi.
Vero è che delle quasi 4 mila proposte di modifica, dopo il vaglio delle ammissibilità, ne sopravviveranno poco più della metà. Tra queste, il lavoro della commissione Bilancio si concentrerà su circa 600 emendamenti (i 500 segnalati dai gruppi più i 40 approvati nelle varie commissioni parlamentari di merito).
REGOLE DIVERSE SUL TFR. Ma la mole e l'ampiezza delle richieste di correzioni anticipa un esame parlamentare che si annuncia vivace. L'inizio delle votazioni sulla legge di Stabilità potrebbe essere fissato verso il 17 novembre, data che però potrebbe slittare a causa dell'intrecciarsi dell'esame del Jobs Act. A sciogliere il nodo dei calendario sarà molto probabilmente la conferenza dei capigruppo alla Camera. Tornando agli emendamenti formalizzati in commissione, i deputati dem hanno chiesto di cambiare le regole sul Tfr così come volute dal Tesoro e da Palazzo Chigi e di di assoggettare l'anticipo del Tfr a tassazione «separata», senza che si cumuli cioè con il resto del reddito. Una modifica che non sarà facile far digerire al governo, anche a causa del nodo delle coperture.
RIVEDERE PLATEA DEGLI 80 EURO. Altri cavalli di battaglia, il bonus 80 euro e quello mamme. Nel primo caso il Pd ha chiesto, assieme ad altri partiti anche di opposizione, di rivedere soprattutto la platea favorendo i redditi bassi e le famiglie con figli. Sul fronte degli aiuti alla natalità, invece, le minoranze Pd hanno ribadito di preferire la creazione di nuovi asilo nido al posto di un bonus, mentre il Nuovo centrodestra punta alla sostituzione del bonus con un buono vero e proprio da poter spendere nei negozi di prodotti per l'infanzia. C'è poi chi come il Movimento 5 stelle non demorde riproponendo il reddito di cittadinanza e un intervento sulle cosiddette pensioni d'oro. È invece bipartisan, e forse destinata anche a incassare qualche successo, la volontà di cancellare l'aumento delle tasse sui fondi pensione e sulla rivalutazione del Tfr. Così come sono una valanga, e di tutte le forze politiche, gli emendamenti che puntano a introdurre l'Iva al 4% per gli e-book: una proposta che non dispiacerebbe al ministro dei Beni culturali, ma che invece troverebbe molto dubbioso il Tesoro, anche a causa del rischio di incappare in una procedura di infrazione europea.

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