Berlusconi Renzi 141110212313
RIFORME 10 Novembre Nov 2014 2123 10 novembre 2014

Patto del Nazareno, Renzi incalza Berlusconi

Maggioranza blindata fino al 2018. Modifiche all'Italicum: soglia di sbarramento al 3% e premio di maggioranza al 40%. Il premier in pressing su B.

  • ...

Silvio Berlusconi.

Matteo Renzi va in pressing su Silvio Berlusconi per chiudere l'accordo sull'Italicum e riavviare il cammino parlamentare della legge elettorale entro la settimana.
Per la prima volta il premier ha convocato un vertice di maggioranza la sera del 10 novembre, aprendo le porte di Palazzo Chigi a una folta galassia di rappresentanti di partiti, 'partitini' e componenti parlamentari.
Sul tavolo, le proposte su cui Renzi attende una risposta da Berlusconi, incluse le soglie di ingresso alla Camera che preoccupano i 'piccoli'.
MAGGIORANZA, ACCORDO IN QUATTRO PUNTI. Il presidente del Consiglio ha proposto alla maggioranza un accordo in quattro punti: legge elettorale con soglie di sbarramento al 3% e preferenze con capilista bloccati, Jobs act, riforma costituzionale e delega fiscale. La soglia per il premio di maggioranza sarebbe fissata al 40%.
ORIZZONTE 2018. Nelle intenzioni del premier c'è anche quella di arrivare alla scadenza naturale del 2018: «Votare prima sarebbe un errore e una sconfitta inaccettabile per tutti», si legge nel documento conclusivo del vertice.
RIUNIONE DI FORZA ITALIA. Intanto l'11 novembre si riunisce il comitato di presidenza di Forza Italia: la trattativa è alla stretta finale e fonti di governo sono convinte che il Cav sia pronto a dire sì a Renzi. Anche per questo, per chiudere la partita politica incassando il mandato del suo partito, il premier ha deciso di riunire il 12 novembre la direzione del Pd. Lo stesso giorno dovrebbe incontrare personalmente Berlusconi.
FRONDA INTERNA AL PARTITO. In ambienti governativi si è andata rafforzando la convinzione che il leader di Fi sia pronto a dare il via libera alle modifiche alla legge elettorale proposte da Renzi, a partire dal premio di maggioranza alla lista.
Ma l'ex Cavaliere non può ignorare la fronda interna guidata da Raffaele Fitto (che ha dalla sua parte diversi parlamentari pronti ad alzare le barricate sulla legge elettorale) con cui deve confrontarsi.
TESTO AL SENATO ENTRO FINE ANNO. E anche per concedere a Berlusconi il tempo di provare ad 'allineare' i suoi, l'ufficio di presidenza della I commissione di Palazzo Madama convocato l'11 novembre potrebbe non calendarizzare ancora l'Italicum. Ma niente rallentamenti o rinvii: il premier, assicurano fonti governative, ha annunciato la calendarizzazione in settimana e sui tempi non intende transigere, perché l'obiettivo è portare il testo in Aula al Senato entro fine anno e alla Camera a febbraio 2015.

Il Cav non vuole restare tagliato fuori dalla partita del Colle

Angelino Alfano e Matteo Renzi.

Renzi conta di ottenere il via libera di Forza Italia alle modifiche che ha chiesto all'Italicum (in primis il premio alla lista e non alla coalizione). Il leader azzurro, azzoppato dalla crisi di consensi, non può certo rischiare di restare tagliato fuori dai tavoli che contano, come quello per la successione al Quirinale.
GUERINI: «RIFORME CON CHI CI STA». Ma dal Pd Lorenzo Guerini ha avvertito: le riforme «si fanno con le forze che ci stanno. La maggioranza ha fatto una proposta, aperta ad altre convergenze e contributi».
LOTTA DI NCD SULLE SOGLIE. Al centro delle preoccupazioni dei 'piccoli' c'era invece l'intenzione del premier di proporre una soglia di sbarramento al 5% per l'accesso in parlamento, che rischiava di eliminarli o costringerli ad allearsi con i partiti più grandi. Il Nuovo centrodestra ha proposto e ottenuto di abbassare la soglia al 3% e ha ricordato a Renzi che non esiste solo l'accordo del Nazareno, ma anche quello di maggioranza.
IL M5S DENUNCIA IL PATTO. Intanto il patto approda in procura, per iniziativa del M5s che chiede ai giudici di intervenire su un presunto tentativo di «pilotare illegittimamente» riforme ed elezione al Colle. Una mossa con cui Beppe Grillo ha tolto al premier la possibilità di giocare con i 'due forni' (quelli di Fi M5s) e sembra voler dire che nessun negoziato più o meno sotterraneo sarà possibile.

Correlati

Potresti esserti perso