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APPELLO 10 Novembre Nov 2014 1205 10 novembre 2014

Salvini: «O tutti condannano la violenza o mi fermo»

Salvini ritorna sull'aggressione di Bologna, e chiede alla politica di stare dalla sua parte.

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L'auto di Matteo Salvini danneggiata dopo l'assalto dei militanti dei centri sociali.

Dopo il tentato blitz al campo nomadi di Bologna, e l'aggressione da parte dei centri sociali, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini chiede il supporto della politica.
«Aggressione a Bologna, la sede della Lega di Trento attaccata, una stella a cinque punte con minacce sulla sede della Lega di Parma. Un bruttissimo clima. O tutti, senza se e senza ma, condannano e rifiutano qualsiasi tipo di violenza, oppure io mi fermo. Punto».
«A QUALCUNO STA BENE VIOLENZA». «Se a prendere gli schiaffi è una consigliera leghista e a essere distrutta e l'auto di un leghista, allora per qualcuno quasi ci sta. Questo è preoccupante», ha aggiunto Salvini, intervistato a 'La telefonata di Belpietro' su Canale 5 commentando quanti lo hanno accusato di aver cercato sabato una «provocazione» con la sua visita al campo nomadi di Bologna.
«AGENTI NON HANNO SBAGLIATO». Nel mancato intervento della polizia il segretario della Leha ha spiegato che «ha sbagliato qualcuno in alto» non gli agenti.
«Quindi io non me la prendo con i poliziotti, poveretti, che a volte si prendono calci, pugni e sputi e poi si vedono questi ragazzotti di nuovo in strada ma qualcuno in alto ha sbagliato, ma è chiaro che se questo qualcuno è il ministro Alfano, che usa le navi della Marina per aiutare gli scafisti a portare in Italia i clandestini, non è che mi posso aspettare molto», ha spiegato Salvini.
POLEMICA DEL QUESTORE. «Chi è sottoposto a tutela», ha detto il questore di Bologna, Vincenzo Stingone, in un colloquio con La Stampa, «deve fornire alla polizia gli orari e il programma dettagliato dei suoi spostamenti in modo che vengano predisposti i servizi del caso, cosa che sabato non è avvenuta, e l'onorevole Salvini fra l'altro viaggiava su un'auto privata, quando in casi del genere si deve usare un mezzo delle forze dell'ordine».
Una ricostruzione di come si è arrivati allo scontro che di fatto Salvini non accetta: «Ovviamente la polizia sapeva dove eravamo, siamo arrivati in ritardo perché c'era traffico, ma comunque vi pare che in un Paese civile, per verificare come vengono spesi i soldi pubblici, devo essere scortato da 80 poliziotti?».
FRECCIATA DI MARONI. «Da ex ministro dell'Interno dico questo: se c'è una persona che è sottoposta a tutela o a vigilanza o a scorta che si muove, non è che io ministero dell'Interno devo aspettare che mi mandi un messaggino per dirmi dove va, devo essere in grado io di saperlo».
A dirlo il governatore della Lombardia Roberto Maroni, rispondendo a una domanda dei cronisti a Palazzo Pirelli sulle comunicazioni tra Salvini e le forze dell'ordine riguardo i suoi spostamenti a Bologna in occasione della visita al campo rom.
SALVINI: «TORNEREMO A CAMPO ROM». «Non abbiamo mai pensato di tornare oggi al campo dei rom ma ci torneremo, non diremo niente a nessuno perché non vogliamo che ci vadano di mezzo i ragazzi delle forze dell'ordine», ha detto il segretario della Lega Salvini.

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