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INCHIESTA 10 Novembre Nov 2014 0915 10 novembre 2014

Spese pazze Emilia Romagna, 42 avvisi di fine indagini

Accuse di peculato e omesso controllo in Regione. Contestato anche un sex toy.

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Il consiglio regionale dell'Emilia Romagna.

In corso di notifica nella mattina di lunedì 10 novembre 42 avvisi di fine indagine dell'inchiesta della procura di Bologna sulle spese dei consiglieri regionali dell'Emilia-Romagna.
Sarebbero coinvolti tutti i gruppi dell'assemblea legislativa e un'impiegata. Gli avvisi sono partiti a pochi giorni dalle elezioni regionali del 23 novembre e sono stati firmati dai pubblici ministeri Morena Plazzi e Antonella Scandellari, vistati dal procuratore aggiunto Valter Giovannini.
ACCUSE DI PECULATO E OMESSO CONTROLLO. I primi ad essere notificati dalla Guardia di finanza sono relativi ai capigruppo, che rispondono, secondo quanto si apprende, di peculato sia per le spese in proprio che per omesso controllo dei rimborsi dei consiglieri del loro gruppo.
CONTESTATI OLTRE 2 MILIONI DI EURO. Ai capigruppo è dunque contestata l'intera cifra che si ritiene un gruppo abbia speso senza pertinenza con l'attività di consigliere regionale: oltre due milioni (2 milioni e 80 mila euro circa).
ANCHE RIMBORSI PER REGALI. Tra le voci incriminate per molti ci sono trasporti e pasti.
Ma non mancano rimborsi per regali, oppure per iniziative di beneficenza come per l'Udc Silvia Noé, gli scontrini per il Wc pubblico da 50 cent di Thomas Casadei (Pd), le spese per accompagnare Marco Travaglio e Luigi De Magistris ad iniziative Idv; c'è un soggiorno per un presunto convegno fantasma a Lampedusa di Matteo Riva (gruppo Misto), in compagnia di una collaboratrice che è la 42esima indagata; ci sono le consulenze a persone vicine al movimento contestate all'ex 5 Stelle, espulso sul sito di Grillo. Andrea DeFranceschi.
ANCHE SEX TOY. Infine, una consigliera del Pd, Rita Moriconi, che risulta indagata per una una ricevuta da 80 euro in un sexy shop, per un imprecisato acquisto.
Interpellata in merito ha negato categoricamente: «Non sono mai entrata in un sexy shop nella mia vita».
Per il partito del candidato alle regionali Bonaccini, il Pd, non sarà semplice spiegare di aver speso da giugno 2010 a dicembre 2011 940 mila euro, con 18 indagati.
Il capogruppo in quel periodo, Marco Monari, si era dimesso dal ruolo quando emersero le notizie di alcune sue trasferte e cene.
Tra i democratici c'è Matteo Richetti, parlamentare che inizialmente si era candidato alle primarie, poi ritirato. Anche lui si era fatto sentire chiedendo uno stralcio, ma è rimasto
NESSUN AVVISO ALL'EX GOVERNATORE VASCO ERRANI. La somma più alta è contestata ai consiglieri Pd, gruppo più numeroso in Assemblea: 940 mila euro per 18 indagati.
Non risulta indagato l'ex presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani il quale a luglio aveva dato le dimissioni da presidente dopo 15 anni, in seguito alla condanna ad un anno in appello nel processo Terremerse.
ANCHE UN CASO DI TRUFFA. Oltre al peculato, tra le contestazioni ai 41 consiglieri regionali dell'Emilia-Romagna destinatari di avvisi di fine indagine c'è anche un caso di truffa.
Gli avvisi nell'inchiesta sull'uso dei rimborsi pubblici coinvolgono tutti i gruppi dell'assemblea legislativa: Pd, Pdl, Ln, Idv, Fds, Sel-Verdi, Udc, M5S e Misto
INCHIESTA AVVIATA NEL 2012. L'inchiesta 'spese pazze' era stata avviata oltre due anni fa. Da ottobre 2013 risultavano indagati i nove capigruppo che hanno ricevuto le notifiche. Hanno tutti ricevuto le notifiche, ad eccezione di Mauro Manfredini, il presidente del gruppo della Lega Nord deceduto lo scorso 10 ottobre. L'inchiesta riguarda il periodo giugno 2010-dicembre 2011. A fine settembre era stata stralciata e chiesta l'archiviazione per la posizione del candidato del centrosinistra alle Regionali, Stefano Bonaccini.

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