VERSO LE URNE 11 Novembre Nov 2014 0800 11 novembre 2014

Elezioni Polonia, la nuova ascesa dell'estrema destra

Violenze contro gli omosex. Ebrei perseguitati. E stranieri in fuga. A Varsavia la crisi rilancia i partiti xenofobi. Che puntano a vincere il 16 novembre. Foto.

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da Varsavia

Un cartellone elettorale di Hanna Gronkiewicz-Waltz, attuale sindaco di Varsavia ed esponente del partito di governo Piattaforma civica (Po), campeggia su Aleja Waszyngtona. Il volto del primo cittadino è deturpato da una barbetta a punta e da due riccioli laterali da ebreo chassidico aggiunti a spray nero mentre il logo del partito è stato trasformato in una stella di David.
Ci troviamo nell'ex quartiere operaio a poche centinaia di metri dallo stadio nazionale costruito in occasione dell'Europeo di calcio del 2012.
PAESE XENOFOBO. «La xenofobia in Polonia non appartiene solo alla generazione cresciuta prima della Seconda Guerra mondiale», ricorda con Lettera43.it Rafał Pankowski sociologo del Collegium Civitas di Varsavia, «le ideologie di estrema destra sono state trasmesse ai giovani di oggi in molti modi, per esempio attraverso l'hip hop nazionalista, internet o il tifo calcistico organizzato».
RABBIA DEGLI ULTIMI. Per il sociologo dell'Università di Varsavia Michał Bilewicz, inoltre, l'antisemitismo in Polonia è stabile, ma «più pronunciato fra persone la cui situazione è peggiorata negli ultimi anni, perché lasciate indietro dal mercato del lavoro e dalla ripresa economica».
SI VOTA IL 16 NOVEMBRE. Domenica 16 novembre, la capitale e tutte le maggiori città polacche sono chiamate alle urne per le elezioni locali.
Il timore è che i sostenitori dell'estrema destra nazionalista (guarda le foto) non si limitino ai graffiti antisemiti, ma votino partiti affini alla loro ideologia. Ed è soprattutto fra inoccupati e indigenti di tre generazioni - il tasso di disoccupazione si aggira intorno al 10% - che si trovano molti degli elettori dell'estrema destra polacca.

La destra vuol conquistare nazionalisti, ultracattolici e antieuropeisti

Il sindaco di Varsavia, Hanna Gronkiewicz-Waltz.

Quella che si rivolge a un elettorato nazionalista, ultracattolico e antieuropeista è una destra variegata.
«L'Europa è vista come la responsabile dell'apertura a lesbiche e omosessuali e quindi dell'attacco alla cosiddetta famiglia tradizionale», sottolinea il politologo e giornalista di Krytyka Polityczna, Michał Sutowski.
Non a caso, lesbiche e omosessuali sono spesso bersaglio di violenze in un Paese in cui appena il 2% della popolazione è straniera e la comunità ebraica è ridotta a poche migliaia di individui.
ATTACCHI A OMOSEX E ROM. Come afferma Bilewicz, «oggi i messaggi di odio nei confronti di omosessuali, lesbiche e rom sono accettabili per l'opinione pubblica». E Sutowski aggiunge che mentre negli Anni 90 nessun partito rivendicava ufficialmente posizioni omofobe «l'estrema destra polacca ha ora inserito l'omofobia nella propria agenda politica».
Agata Chaber, presidente di Campagna contro l'omofobia (Kph) fondata nel 2001 e principale associazione polacca per i diritti Lgbt conferma: «Con la crescita di consensi registrata da partiti e movimenti nazionalisti spesso vicini all'ideologia neonazista, gli individui Lgbt sono divenuti maggiormente soggetti a violenza fisica o verbale nelle strade».
AGGRESSIONI DEI NEONAZI. L'Ong Nigdy Więcej (Mai più), fondata nel 1996, ha documentato circa 500 episodi di aggressioni e violenze perpetrati da estremisti di destra in Polonia fra gennaio 2013 e marzo 2014.
Pankowski, direttore di Nigdy Więcej, precisa che questi numeri sono solo la punta dell'iceberg di un fenomeno assai più esteso: «Molti di questi crimini non vengono denunciati, per paura o mancata conoscenza dei propri diritti. E spesso la polizia e i tribunali polacchi non considerano attacchi omofobi o razzisti come un fenomeno distinto dal comune teppismo».
TORNA L'ANTISEMITISMO. In base ai dati raccolti da Nigdy Więcej, il direttore evidenzia una «crescita di aggressioni e violenze da parte dei movimenti di estrema destra negli ultimi due anni».
Gli attacchi sono rivolti anche a «insegnanti, professori, antifascisti e attivisti di sinistra tutti percepiti come vicini a ebrei o omosessuali», ricorda Pankowski che cita anche profanazioni di cimiteri, sinagoghe e monumenti commemorativi della Shoah.

Tra i partiti estremisti il Nop è alleato di Forza nuova e Alba dorata

Ogni anno il Movimento nazionale (Rn) organizza una manifestazione per celebrare l'indipendenza della Polonia.

Fra le formazioni di estrema destra più attive in Polonia, ma fuori dal parlamento di Varsavia, vi sono il Campo radicale nazionalista (Onr), Sangue e onore (Kih), i neopagani di Niklot e i filorussi di Falanga.
Ma c'è anche Rinascita nazionale polacca (Nop), associato al Fronte nazionale europeo di cui fanno parte Forza nuova e Alba dorata e che si assesta su un modesto 0,2% dei voti.
RN A FAVORE DELLE ARMI. Maggiori consensi ha il Movimento nazionale (Rn) il cui programma prevede l'agevolazione all'acquisto di armi e l'opposizione a un'identità di genere «da combattere pubblicamente».
Alle Europee del 25 maggio Rn ha ottenuto l'1,4% delle preferenze pari a circa 100 mila voti, non abbastanza per entrare nel parlamento di Bruxelles.
MARCE PER L'INDIPENDENZA. Rn organizza le marce dell'indipendenza che si tengono ogni 11 novembre a Varsavia e nelle maggiori città polacche e a cui partecipano migliaia di militanti dell'estrema destra nazionalista e anche alcuni membri di Legge e giustizia (Pis), principale partito d'opposizione in parlamento.
A partire dal 2010, le marce sono sfociate in scontri di piazza, violenze e aggressioni razziste e omofobe.
L'ODIO SCENDE IN PIAZZA. Per questo motivo l'11 novembre - una data importante nella quale la Polonia celebra l'indipendenza nazionale - è divenuta una giornata temuta dai polacchi che preferiscono restare a casa e invitano gli stranieri a fare altrettanto. Per condannare i messaggi di odio lanciati dai movimenti di estrema destra, sabato 8 novembre - anniversario della Kristallnacht (la notte dei cristalli) - a Varsavia si è tenuta la contromanifestazione Insieme contro il nazionalismo alla quale hanno partecipato 1.500 persone.

Alle Europee il successo del Knp che ha quattro seggi nell'europarlamento

Janusz Korwin-Mikke, leader del Congresso della nuova destra (Knp).

I segnali di una crescita dell'estrema destra polacca non mancano. Le ultime elezioni Europee hanno premiato un partito nazionalista il cui programma presenta molti punti di contatto con i movimenti nazionalisti xenofobi e omofobi del Paese: dalla reintroduzione della pena capitale alla difesa della famiglia tradizionale.
Grazie al 7,2% dei consensi, il Congresso della nuova destra (Knp) è divenuto il quarto partito polacco. E oggi il Knp vanta quattro rappresentanti a Bruxelles, fra i quali il suo discusso e carismatico leader, Janusz Korwin-Mikke, e Robert Iwaszkiewicz, quest'ultimo di recente alleatosi con i nazionalisti britannici dell'Ukip nell'europarlamento.
IL SOSTEGNO DEGLI UNDER 25. Nonostante solo il 23,8% dei polacchi abbia votato alle elezioni per rinnovare il parlamento Ue, resta il fatto che tre elettori Under 25 su 10 hanno scelto il Knp: nessun altro partito ha ottenuto un simile consenso fra i giovani del Paese.
Chaber rintraccia i motivi di un simile risultato nel peggioramento del sistema educativo polacco che «oggi non fornisce ai giovani strumenti per la conoscenza e la comprensione della democrazia portandoli a credere agli slogan populisti della destra».
APPEAL TRA I MINORENNI. Una tesi appoggiata da Pankowski che ricorda come un sondaggio condotto nelle scuole superiori appena prima del voto europeo abbia evidenziato come il Knp fosse il partito più popolare per i giovani fra i 13 e i 18 anni.
«Questi ragazzi sono gli elettori di domani ed è significativo che si identifichino in un partito antidemocratico, omofobo, antisemita e misogino».
IL SILENZIO DELLA SINISTRA. Secondo Sutowski, infine, il motivo per cui oggi molti giovani polacchi appoggiano l'estrema destra dipende dal fatto che «il centrosinistra non ha saputo comunicare con i futuri elettori sui temi a loro più cari come il lavoro e l'economia. La destra nazionalista, invece, ci è riuscita ripetendo per 20 anni gli stessi messaggi neoliberisti e questo populismo li rende affidabili per gli Under 25».
Saranno dunque le elezioni locali del 16 novembre e quelle parlamentari di ottobre 2015 a confermare o smentire l'ascesa dell'estrema destra polacca.

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