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COERENZE 11 Novembre Nov 2014 1734 11 novembre 2014

Galletti e i condoni Berlusconi-Casini

Il ministro attacca le sanatorie. Ma i governi del Cav sono stati appoggiati dalla sua Udc...

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Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti.

Basta condoni edilizi, perché sono «tentati omicidi del territorio». Il ministro all'Ambiente in quota Udc Gian Luca Galletti lo ha detto chiaro e tondo l'11 novembre nel corso degli Stati generali contro il dissesto idrogeologico, dopo l'ennesima emergenza in Liguria.
IL RISPETTO DEL TERRITORIO. Il rispetto del territorio, ha ribadito, «passa anche attraverso il fatto di non costruire abusivamente in zone dove non si può costruire».
Per questo il segnale che lo Stato vuole dare è «mai più condoni perché questi pongono i cittadini nella condizione di poter dire: 'Adesso lo faccio poi vedremo'. Questo non si può più fare».
Insomma il governo promette il pugno di ferro per i reati ambientali. «Non mi va bene che chi inquina o non tutela il territorio paghi solamente», ha concluso il braccio destro di Pier Ferdinando Casini. «Chi inquina e non tutela il nostro territorio deve andare in galera».
Una battaglia condivisibile, ancora di più davanti al dissesto idrogeologico che colpisce ormai costantemente il Paese.
L'ALLEANZA UDC-BERLUSCONI. Eppure in passato il partito di Galletti (che è stato sottosegretario al Miur nel governo Letta) era alleato di governi per i quali i condoni - e non solo quelli edilizi - sono stati un'importante arma elettorale e misure ad personam per il leader e premier Silvio Berlusconi.
Chissà cosa avrebbe detto all'epoca l'attuale il ministro bolognese?
L'AFFAIRE NUCLEARE. I dubbi vengono. Anche perché Galletti cambia - o meglio, aggiusta - senza troppi problemi le sue opinioni.
È successo con il nucleare. Quando era candidato alla presidenza della Regione Emilia Romagna per l'Usc, era il 2010 e raggranellò un misero 4,2%, si era detto favorevole all'atomo anche «nel nostro giardino».
«Se mi dimostrano che in tutta Italia il sito più sicuro e più economico è in regione», ripeteva nelle interviste, «non avrei timore a metterlo in Emilia-Romagna».
Nominato ministro dell'Ambiente da Matteo Renzi e accusato da Beppe Grillo per le sue posizioni, Galletti tagliò corto con un tweet: «Sul nucleare c'è stato un referendum. Gli italiani non lo hanno voluto. Il tema è chiuso. Bene così!». Con tanto di punto esclamativo.


Dal 1994 al 2004, condoni e sanatorie nel segno di B

Pier Ferdinando Casini e Silvio Berlusconi.

Sui condoni però l'alleanza con l'ex Cav non riservava sorprese.
Berlusconi infatti festeggiò la prima vittoria nel 1994 con un condono fiscale al quale ne seguì uno edilizio. Misura che portò nelle casse dello Stato 2,5 miliardi di lire.
L'ESTENSIONE DEI TERMINI. Il governo, infatti, riaprì i termini della precedente legge 47/1985, estendendoli agli abusi realizzati fino al 31 dicembre 1993. Con alcune limitazioni: le opere non dovevano comportare un ampliamento superiore al 30% della volumetria originaria e in ogni caso non superiore a 750 metri cubi.
Lo stesso limite valeva per le nuove costruzioni «per singola richiesta di concessione edilizia in sanatoria». Vennero condonate così pure le lottizzazioni abusive. Per le zone vincolate occorreva invece ottenere l'autorizzazione del Comune. In caso di mancata risposta, si dava per buono il silenzio assenso.
Strategia che vince non si cambia. E così seguirono altre sanatorie di vario genere tra cui, nel 2004, quella edilizia da 3,1 miliardi. Passata, va detto dopo un braccio di ferro nel governo.
L'Udc, è vero, non esisteva ancora. Ma Casini sì. E già nel 1994 in quota Forza Italia vennero candidati esponenti del Ccd. Galletti invece entrò in parlamento solo nel 2008.
IL NODO DI VILLA CERTOSA. Nel 2004 il governo Berlusconi tornò all'attacco con il condono di Villa Certosa sui cui presunti abusi edilizi indagava la procura di Tempio Pausania. Con il decreto del 6 maggio 2004 l'esecutivo affibbiò alla residenza sarda del premier la qualifica di «sede alternativa di massima sicurezza per l'incolumità del presidente del Consiglio».
Lo stesso anno, con la legge 208, il condono edilizio venne esteso alle altre zone «protette» (Villa Certosa lo era appena diventata). Così la società Idra, gestore del patrimonio immobiliare di Berlusconi, presentò una decina di richieste. Mettendo poi tutto in regola al costo di 300 mila euro.
Chissà se Galletti avrebbe sbattuto in gattabuia pure l'allora alleato del suo leader Casini...

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