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LEGGE ELETTORALE 11 Novembre Nov 2014 1315 11 novembre 2014

Modifiche Italicum, Brunetta: «Così il patto del Nazareno non c'è più»

Tensioni Pd-Fi. Berlusconi: «Sì al confronto, no ai diktat». Il premier: «Ora basta rinvii».

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Matteo Renzi e, sullo sfondo, un'immagine di Silvio Berlusconi.

Sale il termometro della tensione tra governo e Forza Italia in vista del vertice sulla legge elettorale in programma nella serata di martedì 11 novembre.
Nel corso del comitato di presidenza azzurro, Silvio Berlusconi avrebbe ribadito il suo no ai diktat, fermo restando il confronto sulla governabilità. Il Cav in merito alla riforma della legge elettorale avrebbe quindi sottolineato il suo no alle imposizioni di Matteo Renzi, leggendo poi un documento che recepirebbe in larga parte gli emendamenti dell'area fittiana alla legge di Stabilità. Proposte che si configurerebbero come una base programmatica dell'azione parlamentare di Fi a partire dalle proposte per meno tasse e meno spese.
BRUNETTA CONTRO LE MODIFICHE. In precdenza, il capogruppo azzurro alla Camera, Renato Brunetta, si era scagliato contro le modifiche all'Italicum scaturite dal vertice di maggioranza a Palazzo Chigi. «Il patto del Nazareno», avreva detto Brunetta ai microfoni del Gr1, «prevedeva la riforma della legge elettorale secondo quanto approvato alla Camera con l'Italicum. E noi siamo rimasti là: se Renzi con la sua maggioranza ha deciso di cambiare tutto, di buttare quel testo e scriverne un altro, non c'è più il patto del Nazareno».
«Il tavolo dei rinvii, dei tavoli tecnici, dei gruppi di lavoro è finito. Ora è tempo di decidere», ha replicato Renzi a stretto giro di posta, affidando il suo commento al solito account Twitter dopo che sul tema era intervenuto anche del sottosegretario Luca Lotti.

BRUNETTA: «TESTO COMPLETAMENTE DIVERSO». «Il nuovo impianto della legge elettorale», aveva attaccato ancora Brunetta, «è tutta un'altra cosa rispetto a quello che abbiamo approvato a marzo di quest'anno. Era un testo completamente diverso, con un premio di maggioranza alla coalizione e non alla lista e con soglie per i partiti apparentati al 4,5%, con 120 collegi e non 75, e tante altre cose ancora. Se Renzi unilateralmente ha deciso di buttare quel testo per scriverne un altro, allora vada avanti con la sua maggioranza.
LOTTI: «SE LA LINEA È QUESTA INUTILE INCONTRARCI». «Se le parole di Brunetta sul patto del Nazareno interpretano il pensiero di Berlusconi e Forza Italia , allora non c'è neanche bisogno di incontrarsi domani (mercoledì 12 novembre, ndr)», ha replicato il sottosegretario Luca Lotti.
CRITICHE ANCHE DA ROMANI. Brunetta però non è l'unico ad aver espresso critiche. Il presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani, sull'abbassamento della soglia di sbarramento al 3% ha commentato: «I piccoli della maggioranza sono condannati all'irrilevanza: tale considerazione dovrebbe far riflettere quei partiti che si autodefiniscono di centrodestra e che si ritrovano non solo a sostenere politiche di sinistra in un Governo monocolore e monopartitico, ma ad essere inutili cespugli del Partito democratico».
MINORANZA DEM CHIEDE LE PREFERENZE. La minoranza del Partito democratico ha fatto sapere di essere invece abbastanza soddisfatta per le correzioni apportate all'Italicum: «Si sta andando nella direzione giusta», ha detto Stefano Fassina, «ma ancora siamo lontani, in particolare sulle liste bloccate. Va restituita pienamente ai cittadini la scelta di chi li rappresenta alla Camera».

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