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EUROPA 11 Novembre Nov 2014 1353 11 novembre 2014

Riforme, Bruxelles: «In Italia incertezza e progressi disomogenei»

La Commissione ha criticato anche privatizzazioni e spending review (pdf).

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La sede della Commissione europea.

In attesa del giudizio finale sulla legge di Stabilità la Commissione europea è intervenuta con un rapporto sugli squilibri macroeconomici italiani, prendendo in esame in particolare il percorso avviato delle riforme e i risultati della spending review (pdf). Se per quanto riguarda il primo «lo slancio è aumentato», i progressi a giudizio di Bruxelles sono tuttavia «disomogenei», anche perché molte riforme «ancora aspettano la piena approvazione o i decreti attuativi, quindi i risultati restano incerti». Stessa opinione sull'impatto della spending review, gravata dal peso di una «incertezza significativa».
I dati sono i risultati di una missione specifica effettuata dal 15 al 17 settembre.
«CRUCIALI I PROSSIMI MESI». I progressi dei prossimi mesi nelle riforme sono considerati «cruciali» dalla Commisisone europea, per valutare se l'Italia sta facendo il suo dovere nell'affrontare gli squilibri. Ma Bruxelles ha messo in guardia dai possibili «colli di bottiglia istituzionali e barriere nell'attuazione», che rischiano di rimandarne i benefici.
PRIVATIZZAZIONI IN RITARDO. Il piano di privatizzazioni, inoltre, sta subendo «ritardi nell'attuazione», e soltanto «limitate informazioni concrete» sono disponibili sulla quantità di quote, su quali compagnie sono coinvolte e secondo quale calendario, ha scritto ancora la Commissione.
DEBITO ELEVATO, FRENO ALLA CRESCITA. Il debito «molto elevato è un peso grande per l'economia italiana, fonte di vulnerabilità nel contesto attuale di inflazione e crescita basse, e tiene a freno la crescita a causa dell'elevata tassazione necessaria per servirlo».
Inoltre la spending review non convince Bruxelles perché affidata ai singoli ministeri.
NESSUNA CERTEZZA SU JOBS ACT. Anche sul Jobs act non c'è certezza: «Se migliorerà il funzionamento del mercato del lavoro dipenderà dal disegno dei necessari decreti attuativi».
La Commissione ha sottolineato poi che le misure di semplificazione per migliorare il clima per le imprese sono «numerose ma lente visto che significativi gap nell'attuazione riducono i benefici potenziali».
La Commissione ha portato l'esempio del 'Semplifica Italia' del 2012, che «non è stato ancora attuato dal governo».
LEGISLAZIONE LENTA. In generale, Bruxelles si è detta preoccupata dalla «frammentazione delle misure» che producono una «legislazione lenta, che fa spesso ricorso ai decreti legge che favoriscono un'ampia gamma di misure parziali a scapito di riforme strutturali più profonde e poggiano sull'adozione delle norme attuative richieste che tendono a creare incertezza legislativa».

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