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POLITICA 13 Novembre Nov 2014 1203 13 novembre 2014

Jobs Act, Taddei: «Probabile il voto di fiducia»

Fassina non ci sta: «Non voto una delega in bianco. La direzione sia un luogo per discutere».

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Il responsabile Economia del Pd, Filippo Taddei.

Il responsabile per l'economia e il lavoro del Partito Democratico Filippo Taddei, parlando del Jobs act, e considerando il nodo emendamenti, ha aperto all'ipotesi del voto di fiducia «È una concreta possibilità ed è l'orientamento del Presidente del Consiglio. Il dibattito è in corso ma contano i tempi e i risultati», ha detto.
«Io sono responsabile economia e lavoro per il Pd», ha proseguito, «e mi attengo alle decisioni della segreteria del Pd che ha votato un Odg in Direzione che mi impegna politicamente. Sul licenziamento ci sono tre possibilità molto semplici: nessun reintegro per licenziamenti economici, reintegro in caso di discriminanti illegittimi e reintegro per specifici casi di licenziamento. Questo è l'ordine del giorno votato dal partito e questo vale a prescindere cambi qualcosa nella legge delega».
FASSINA: «NO ALLA FIDUCIA IN BIANCO». Sulla questione è intervenuto anche Stefano Fassina, che ha detto: «Non voterò la fiducia su una delega in bianco. Noi non vogliamo rallentare le riforme, però vogliamo migliorarle».
«Siamo andati in direzione, qualcuno ha parlato, anche se ha avuto poco senso, ma abbiamo voluto dare ancora una volta il nostro contributo per cercare di fare le riforme, ma di farle bene. La direzione», ha precisato Fassina, «deve essere un luogo per discutere, per confrontarsi e non per fare degli show. Abbiamo insistito sulle modifiche del Jobs Act che così come è rischia di aggravare solo la precarietà, oltre a portare gravi problemi di demansionamento».
«VOGLIAMO MIGLIORARE LE RIFORME». «In questi ultimi mesi chi ha avuto posizioni diverse da Renzi è stato etichettato come gufo, come attento alla poltrona, mentre invece c'è solo la voglia di migliorare le riforme. Mettere una fiducia in bianco su una delega che riguarda i diritti fondamentali dei lavoratori diventa a mio parere un problema di rilievo costituzionale. In un clima così complicato come quello che stiamo vivendo sarebbe una forzatura, negare la possibilità di discutere allontana ancora di più dalle istituzioni i cittadini», ha concluso.

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