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PROVVEDIMENTI 13 Novembre Nov 2014 2232 13 novembre 2014

Legge di Stabilità, accordo con i Comuni

Saldi dei tagli invariati. Local Tax nel 2015. La manovra slitta in Aula al 27 novembre. 

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Piero Fassino.

Governo e Comuni hanno trovato l'accordo sulla legge di Stabilità. I saldi dei tagli rimarranno invariati (1,2 miliardi, più altri 300 milioni varati in precedenza a valere sul 2015) ma ora la manovra, ha sottolineato il presidente Anci Piero Fassino, «è più compatibile con la situazione economica dei Comuni». Altra novità riguarda la Local tax, tornata sotto la lente di governo e sindaci prima degli opportuni approfondimenti tecnici. La nuova misura sul fisco locale, che sostituirà Imu e Tasi, entrerà in vigore nel 2015 e dovrebbe essere approvata contestualmente alla legge di stabilità. Che approderà nell'Aula della Camera il 27 novembre, molto più tardi rispetto al passato. Il rischio è quindi che si possa arrivare a votare anche tra Natale e Capodanno per il via libera finale.
MODERATA SODDISFAZIONE DEI SINDACI. Il braccio di ferro sulla legge di stabilità soddisfa moderatamente i sindaci: «Il governo ha accolto gran parte dei nostri rilievi e ora il testo - ha spiegato Piero Fassino - è più sostenibile per i Comuni, anche se rimane ancora onerosa». Ora la palla passa al governo, che tradurrà in emendamenti la sostanza dell'accordo, vagliato in prima persona dal sottosegretario Graziano Delrio e dal sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta. Per i sindaci i risultati sostenibili di cui ha parlato Fassino si traducono sostanzialmente in pochi punti, anche se rilevanti: la conferma per il 2015 degli oneri di urbanizzazione della spesa corrente, la possibilità di rinegoziare i mutui con Cdp, l'impegno dello Stato a farsi carico degli interessi per i mutui contratti sui nuovi investimenti, l'azzeramento dei vincoli ordinamentali ai Comuni e il nullaosta sul Fondo sui residui attivi di difficile esigibilità, con annesso regime di gradualità.
ANCI, POSIZIONI DIFFERENTI. In casa Anci sull'esito dell'accordo convivono tuttavia pareri differenti: se per il delegato al fisco locale, Guido Castelli, «con questa legge di stabilità il 2015 per i comuni sarà un anno terrificante», per il vicepresidente vicario, Paolo Perrone, «oggi i sindaci hanno segnato il gol della bandiera, dopo il tre a zero messo a segno dal governo».
LE REGIONI CHIEDONO UN RINVIO DEL PARERE. La legge di stabilità è stata affrontata anche dalle Regioni, le quali però, destando qualche sorpresa, hanno chiesto una sospensione del parere. In ogni caso, ha tranquillizzato il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, «sono in corso trattative con il governo e mi sembra di aver colto la volontà di arrivare a un'intesa».

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