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AVANZATA 14 Novembre Nov 2014 1000 14 novembre 2014

Francia, ascesa dei neonazisti del Bloc identitaire

Razzisti, xenofobi e europeisti. Gli estremisti francesi sorpassano Le Pen da destra. Il piano? Al bando l'Islam, via lo ius soli, neri rispediti in Africa. Per salvare l'Ue.

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Una manifestazione di gioventù identitaria.

Le loro parole d'ordine iniziano a essere rilanciate sui social e a risuonare nei comizi politici. Gli attivisti del Bloc identitaire sono abili comunicatori, europeisti e la quintessenza della xenofobia: l'ultimo esempio di movimenti di estrema destra nati in terra francese.
AVANZATA NORDAFRICANA. La loro propaganda si basa sul mito del Grand remplacement, la grande sostituzione, ovvero la teoria secondo la quale gli immigrati extracomunitari di origine nordafricana, sostenuti dal potere con la P maiuscola e aiutati da un tasso di fecondità maggiore di quello degli europei, rimpiazzeranno i cittadini dell'Ue.
FA BRECCIA ANCHE NEL FN. L'idea formulata per la prima volta nel 2010 dallo scrittore Renaud Camus è diventata il marchio del movimento e ha iniziato a fare breccia anche nel Front national di Marine Le Pen.
Del resto, gli esponenti del Bloc, ha messo in guardia Le Monde, stanno diventando un gruppo di pressione del partito populista francese.

Il piano? Ricacciare tutti gli immigrati fuori dall'Ue

Un manifesto per un campo estivo di Generation identitaire.

Il Bloc identitaire e il suo braccio giovanile Generazione identitaria sono nati nel 2003.
E si sono fatti conoscere con una serie di azioni movimentiste che li hanno portati dritti a essere schedati dalla Digos d'Oltralpe.
MASCHERA BIANCA E TORCIA. Il primo ha come simbolo un cinghiale stilizzato, il secondo la lettera greca lambda, riconducibile all'estetica neonazista che lo accomuna a movimenti similari in altri Paesi europei. In primis la Germania, dove il gruppo di estrema destra ha più volte organizzato incursioni in maschera bianca e torce in mano: flash mob neonazi contro il multiculturalismo.
BLITZ CONTRO LA MOSCHEA. Il successo mediatico del movimento francese, se così si può chiamare, è stato il blitz del 2012 nel cantiere delle moschea di Poitiers, città simbolo della storica lotta tra il regno arabo di Spagna e la monarchia francese.
Hanno bloccato i lavori e issato uno striscione di protesta sul tetto dell'edificio.
HA FATTO STRADA IN RETE. Ma in due anni il movimento - che conta due migliaia di aderenti - ha fatto strada in Rete e fuori.
Aiutato da alcuni esponenti storici della destra transalpina, a inizio novembre ha lanciato un osservatorio del Grand remplacement sul web, cioè un portale che è diventato il ricettacolo di articoli e ricerche allarmiste sulle migrazioni e ha elaborato la sua proposta politica: un grande piano di re-immigrazione.
Ovvero una serie di misure per riportare, se non deportare i cittadini immigrati fuori dall'Ue. A cominciare dai clandestini, per poi bloccare nuovi possibili arrivi. E ritornare quindi alla purezza dell'identità europea.

Patti con il Nord Africa in cambio di aiuti economici e militari

La locandina dell'assemblea sulla reimmigrazione promossa dal Bloc National.

Le 26 proposte presentate sul loro sito comprendono misure in odor di Lega Nord. Come per esempio l'espulsione automatica e interdizione del territorio agli immigrati che commettono un delitto, con accordi per far scontare le pene carcerarie nei loro Paesi d'origine, o la precedenza ai nati locali nelle assunzioni.
Ma la lista è ben più lunga. Si va dalla destinazione delle forme di welfare pubblico solo ai nativi francesi ed europei, alla prigione per gli imprenditori che impiegano immigrati clandestini.
ABOLIZIONE DELLO IUS SOLI. Fino alla decadenza della cittadinanza francese per i cittadini con doppia nazionalità che hanno compiuto un reato negli ultimi 10 anni. Senza dimenticare l'abolizione completa dello ius soli per i figli degli immigrati.
Il Bloc vorrebbe che la Francia firmasse accordi per controllare le zone di immigrazione lungo la costa Sud del Mediterraneo, sotto pagamento ai Paesi Nord africani di «aiuti economici o fornitura di mezzi militari».
MESSA AL BANDO DELL'ISLAM. Chiede la messa al bando di tutte le forme rituali islamiche, delle macellerie halal, dell'Unione delle organizzazioni islamiche di Francia e di tutto ciò che, secondo il blocco identitario, sostiene l'immigrazione clandestina.
Spinge poi per il divieto di qualsiasi propaganda all'immigrazione e al multiculturalismo sostenuta con soldi pubblici.
E infine vuole la creazione di un fondo di aiuto per il ritorno nei Paesi di origine, un alto commissariato statale per la re-immigrazione e un ministero per l'identità e il radicamento.
COME HITLER NEGLI ANNI 30. Il programma richiama alla mente la propaganda hitleriana degli Anni 30. E invece è destinato a essere presentato in un'assemblea pubblica proclamata per sabato 15 novembre a Parigi, con relatori giornalisti e deputati del Front national.
Se Marine Le Pen, infatti, ha liquidato ufficialmente il Bloc national come un gruppo di complottisti, i suoi amministratori locali hanno iniziato a far entrare i giovani identitari nei loro staff.
E una parte del gruppo dirigente è favorevole al matrimonio politico.
DIFFERENZE CON LE PEN. Certo, ci sono da superare differenze non da poco: in primis l'idea del Bloc di un'Europa dei popoli, pensata come federazione tra identità locali che confligge non poco con lo statalismo lepenista.
E poi anche il nodo dell'integrazione dei musulmani di Francia, possibile secondo la dottrina di Le Pen in nome del laicismo della République, escluso, ça va sans dire, dai militanti identitari.
Intanto però le tessere hanno iniziato a fioccare, in vista del congresso del Front fissato per fine novembre. Ora il Bloc, grazie all'evento del 15, va alla conta. Con l'idea di una scalata, inquietante, sulla scena nazionale.

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