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CAMPIDOGLIO 15 Novembre Nov 2014 0038 15 novembre 2014

Tor Sapienza, il Pd contro Marino

Ultimatum al sindaco: «Azzeri la giunta o si va al voto».

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Il sindaco di Roma Ignazio Marino scortato dalle forze dell'ordine a Tor Sapienza.

Contestato dai cittadini, attaccato dall'opposizione e del suo stesso partito. Tor Sapienza potrebbe rappresentare l'inizio della fine per Ignazio Marino. Perchè il Partito democratico non ci sta a essere «ridicolizzato» da un sindaco «che sta a Londra mentre esplode la città».
E l'ultimatum è arrivato secco, mentre Marino prendeva fischi e insulti dagli abitanti inferociti di Tor Sapienza: «O si cambia o si va a votare». Le richieste dalla direzione cittadina del Pd, che già si preannunciava tesa per l'affaire multe, sono nette: «Azzeramento della giunta e cambio priorità».
POSSIBILE RITORNO ALLE URNE. Insomma una rivoluzione, difficile e impervia. O si va alle urne con le politiche. Tra il sindaco e il Pd Roma è finita la luna di miele, ma forse il matrimonio non è stato mai davvero consumato. A scaricarlo, il 14 novembre, è stato il segretario Lionello Cosentino, politico di lungo corso: «Ieri ho visto un paradosso: il sindaco era a Londra, il Consiglio comunale intendeva riunirsi fino a mezzanotte sulle multe con quello che stava succedendo a Tor Sapienza. Mai c'è stata distanza più ampia di un ceto politico che non riesce a capire le priorità. C'è nelle vicende di queste ore il segno di un fallimento delle politiche di integrazione, delle politiche sociali».
Immediata la richiesta di dimissioni dell'assessore Rita Cutini rea, secondo molti nella sala, di avere gestito male la questione rifugiati. «Non si possono mettere tutti in due soli municipi», diceva qualche consigliere. Parole che sembrano ricalcare il malessere di Tor Sapienza.
TARDIVA LA VISITA A TOR SAPIENZA. Intanto Marino sbarcava nella periferia Est pressato dall'opinione pubblica e dai residenti. Spaesato e nella gabbia dei leoni. «Troppo tardi», gli ha gridato qualcuno degli abitanti. E troppo tardi gli ha mandato a dire anche il Pd. Inoltre a poco è servita la promessa di riconvertire il centro per immigrati in centro per l'accoglienza di madri con bambini in difficoltà.
«Sono qui perchè i media vi hanno dipinto come criminali e razzisti, ma siete persone come noi che cercano la felicità per se stessi e per i propri figli», ha provato a dire il sindaco allungando un ramoscello d'ulivo.
La direzione del Pd, informata sull'andamento della visita a Tor Sapienza, continuava nel suo processo a Marino: Kalid Chaouki chiedeva le dimissioni dell'assessore alle Politiche sociali Cutini e Michela Di Biase chiaramente diceva: «Io a tirare a campare non ci sto, male che va si vota, non è una tragedia. Ieri Marino era a Londra, con l'opposizione che ci prendeva per il c...».

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