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STRATEGIE 15 Novembre Nov 2014 2116 15 novembre 2014

Patto del Nazareno, Berlusconi: «Durerà»

B vuole accontentare tutti. Bene l'intesa con Renzi. Anche per il Colle. Ma alle sue condizioni. Corteggia Fitto. E apre ad Alfano. Per un centrodestra unito.

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Berlusconi alla presentazione del libro di Michaela Biancofiore.

Il Patto del Nazareno non solo tiene. Ma durerà a lungo. Ma gli accordi devono essere mantenuti. A confermarlo, per l'ennesima volta è stato Silvio Berlusconi, impegnato a rattoppare gli strappi interni a Forza Italia. Tra gli azzurri, infatti, c'è ancora maretta, a partire da Renato Brunetta che ha annunciato l'invio di una seconda lettera al presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker contro il governo, nonostante che quella spedita venerdì a Bruxelles fosse stata accolta con freddezza dal capo.
L'EX CAV TENDE LA MANO AD ALFANO. L'obiettivo, non certo nascosto, dell'ex Cav è di riappacificare tutto il centrodestra. Aprendo e in particolare ad Angelino Alfano. «Riunire tutto il centrodestra», ha detto il leader di Forza Italia, «è una necessità, un dovere e anche un mio augurio».
Intervenendo con tanto di occhiali da sole a causa di un peggioramento dell'uveite alla presentazione di un libro di Michaela Biancofiore a Milano, l'ex premier ha difeso il Patto che, ha detto, durerà il tempo necessario per approvare le riforme costituzionali che abrogano il Senato. Un modo di rassicurare quei parlamentari che temono elezioni anticipate.
ITALICUM: NO A PREMIO E SOGLIA. Dopo la carota, però, il bastone. Berlusconi ha infatti chiuso seccamente alle due novità dell'Italicum proposte da Renzi, e cioè il premio di maggioranza al partito vincente anziché alla coalizione, e la soglia di sbarramento bassa, al 3%. «Anche noi siamo convinti che i patti si debbano rispettare», ha messo in chiaro, «e in questo caso significa accantonare queste due proposte».
Un messaggio questo non solo indirizzato a Renzi, ma soprattutto a Raffaele Fitto e a quanti chiedono un rapporto non arrendevole con il leader del Pd. L'ex governatore della Puglia ha infatti frenato le polemiche chiedendo di non parlare più di «organigrammi e nomine» invitando a dialogare sulla riforma elettorale ma «con la schiena dritta».
AVVICINAMENTO CON FITTO. Il leader dei lealisti ha incassato anche un'altra vittoria: la fidanzata di Berlusconi, Francesca Pascale e Maria Rosaria Rossi, tesoriere di Fi vicinissima all'ex Cavaliere, hanno smentito di remare contro il riavvicinamento con Silvio.
Il gineceo magico di Arcore ha dovuto mandar giù anche un altro boccone amaro: la mano tesa di Berlusconi nei confronti dell'ex delfino-senza-quid con tanto di invito a «superare le questioni personali» in nome di «ragioni superiori».
A supportare la pax berlusconiana ci ha pensato il capogruppo azzurro al Senato Paolo Romani, che ha zittito chi aveva criticato l'inserimento del fittiano Francesco Bruni nella commissione Affari costituzionali del Senato, che dovrà occuparsi della legge elettorale.
IL NODO DELLA SUCCESSIONE. Infine Berlusconi ha stupito tutti parlando della propria successione: pur frenando sulla tempistica («finora non c'è stato nessuno») ha escluso la successione dinastica: «Non sono io che devo indicare il mio successore, è la gente che deve farlo credendoci». L'ex Cav, però, deve fare i conti con il fronte contrario al Patto del Nazareno e al dialogo col governo sulle riforme economiche. Tra questi Maurizio Sacconi, portavoce degli ex An contrari a questa prospettiva.

Family Day, il Ncd in piazza

Angelino Alfano al Family Day, il 15 novembre.

Le parole di Berlusconi hanno stupito positivamente Alfano, impegnato nel Family Day a Piazza Farnese. Un regalo nel giorno del primo compleanno del Ncd, quello in cui è stato presentato il 'FamilyAct' in nove punti (dal fisco family friendly alle agevolazioni ad imprese familiari al voto plurimo per genitori di figli minori).
ANGELINO GELA LA SEVERINO. Ma l'aria di riconciliazione tra Angelino e Silvio si era respirata fin dal mattino. «La legge Severino va modificata prima che faccia altre vittime innocenti. Al di fuori delle ideologie occorre fare considerazioni di buon senso», aveva detto il ministro dell'Interno.
Naturalmente ogni rapporto di causa-effetto viene escluso, ma le coincidenze non sono passate inosservate.
PROVE DI DIALOGO. Non solo Berlusconi ha parlato di riunificazione «dopo alterne vicende personali». Ma i ben informati hanno raccontato di un Gianni Letta sollecito nel rassicurare gli alfaniani sull'assenza di trappole nella legge elettorale. Infine, ciliegina sulla torta, Maurizio Gasparri si è premurato di far arrivare i complimenti per la riuscita manifestazione neocentrista, durante la quale gli oratori hanno accuratamente evitato di sottolineare la distanza tra il Ncd schierato a difesa della famiglia tradizionale tradito dalle nuove aperte visioni dell'ex Cav.
COSTITUENTE POPOLARE IN ALTO MARE. A rovinare l'atmosfera, le difficoltà di decollo della Costituente popolare per riunire i moderati di Ncd e Udc sotto l'ombrello del Ppe.Anche se Alfano non si dà per vinto. «Avete avuto il coraggio di stare qui accanto a noi in questa piazza e a voi rivolgo un appello per creare un grande popolo che difende la famiglia, i figli, la vita», ha detto in piazza Farnese. «Se oggi nasce questo popolo e prende coscienza, arriveremo lontano».
Accanto ad Alfano il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il coordinatore Gaetano Quagliariello, i capigruppo Sacconi e Nunzia De Girolamo, la portavoce Barbara Saltamartini, la organizzatrice Eugenia Roccella e tutto il partito, sparpagliato tra famiglie con bambini e passeggini.

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