Napolitano 141113134322
STRATEGIE 15 Novembre Nov 2014 0700 15 novembre 2014

Quirinale, Berlusconi punta su Bianco

Renzi vorrebbe un suo uomo al Colle. Ma Fi dice no. E lancia il garantista ex Ppi.

  • ...

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Mario Draghi, Romano Prodi, Walter Veltroni, Giuliano Amato e Dario Franceschini. Ma anche Anna Finocchiaro, Emma Bonino e Roberta Pinotti (guarda tutti i possibili candidati).
Sono i nomi che circolano con sempre maggiore insistenza per la successione al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, fra conferme e smentite, dovrebbe lasciare il Quirinale all’inizio del 2015.
GIALLO SU NAPOLITANO. La nota che il Colle ha diramato domenica 9 novembre non ha confermato né smentito alcuna ipotesi perché «restano esclusiva responsabilità del capo dello Stato il bilancio di questa fase di straordinario prolungamento e, di conseguenza, le decisioni che riterrà di dover prendere».
PRODI SGRADITO A FI. Eccezion fatta per il numero uno della Banca centrale europea (Bce), figura terza e di garanzia, il resto dei papabili è rappresentato da figure di (o vicine al) centrosinistra.
Su molte di queste, in primis l’ex presidente della Commissione europea, sarà difficile per il Partito democratico trovare un accordo con Forza Italia, formazione con cui il premier Matteo Renzi sta portando avanti l’arduo percorso di riforme costituzionali.
Ecco perché anche il centrodestra è pronto ad avanzare le proprie candidature.

Rotondi lancia la candidatura di Antonio Martino

L'ex ministro Antonio Martino.

Martedì 11 novembre l’ex ministro Gianfranco Rotondi ha cinguettato: «È in corso una riunione del governo ombra (del quale fanno parte, fra gli altri, Daniela Santanchè, Michaela Biancofiore, Renata Polverini, Stefania Prestigiacomo e Francesco Nitto Palma, ndr) e si parla di Quirinale. Gira un’idea meravigliosa».
Poi, contattato da Lettera43.it, ha spiegato: «Il nostro principale candidato è Antonio Martino» anche perché «non è detto che Renzi, che è un personaggio destabilizzante, sceglierà un presidente della Repubblica di sinistra».
SOSTEGNO DAL CENTRODESTRA. «La strategia del capo del governo è chiara», aggiunge Rotondi: «Lui non vuole resuscitare Silvio Berlusconi ma togliergli tutti i voti. In questo senso non è da escludere che, con un coup de théâtre, possa optare per un personaggio diametralmente opposto alla sua area di riferimento».
POSSIBILI VOTI DA SINISTRA. Secondo il ragionamento dell'ex ministro, l'obiettivo del leader dem è «portare al Quirinale una figura che risponda a lui e solo a lui»: «In questa logica Martino, che non è renziano, ma che risulta fra i massimi esponenti del centrodestra votabili a sinistra, potrebbe essere la persona giusta».
L'EX MINISTRO VICINO AL CAV. Siciliano, classe 1942, Martino è da sempre uno degli uomini più vicini al leader del centrodestra, che di lui ha profonda stima.
Liberale puro e semplice, è stato tra i fondatori di Fi (ha ancora nel cassetto la tessera numero due del partito di Berlusconi) e negli anni ha ricoperto la carica di ministro degli Esteri e della Difesa dei governi dell’ex Cavaliere.

Berlusconi punta anche su Gerardo Bianco

Gerardo Bianco è gradito a Berlusconi come successore di Napolitano.

Martino, però, non è il solo, fanno filtrare da San Lorenzo in Lucina, che Berlusconi gradirebbe vedere al Colle dopo la fine dell’era Napolitano.
Sul taccuino dell’ex premier è infatti segnato il nome di quello che un altro esponente azzurro definisce «la sintesi di un democristiano senza macchia come Oscar Luigi Scalfaro e di Napolitano», ovvero Gerardo Bianco, «che è stato sì tra i fondatori dell’Ulivo, ma che è comunque graditissimo a Berlusconi».
LUNGA CARRIERA POLITICA. Bianco è nato nel 1931, ha 83 anni appena compiuti e un eventuale settennato con inizio nel 2015 lo porterebbe a soggiornare al Colle fino a dopo i 90 anni.
Però la sua carriera politica lo ha visto deputato per 10 legislature, nelle quali è stato vicepresidente della Camera (fra il 1987 e il 1990) nonché ministro dell’Istruzione del terzo governo di Giulio Andreotti (1990-1991).
MAI OSTILE A MEDIASET. Soprattutto, aggiunge la fonte a Lettera43.it, «Bianco è stato un avversario più volte leale, mai ostile a Mediaset e di radicata cultura garantista». Elementi che lo rendono il candidato perfetto.
Per il momento Renzi e Berlusconi hanno chiuso l’accordo sull’Italicum, il cui impianto «è più solido che mai». Del Colle si parlerà a tempo debito anche se entrambi, dopo la figuraccia del 2013, si augurano che Napolitano resti al suo posto il più a lungo possibile.

Twitter @GiorgioVelardi

Correlati

Potresti esserti perso