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SUMMIT 16 Novembre Nov 2014 0848 16 novembre 2014

G20: obiettivo crescita del 2,1% entro il 2018

Accordi su economia e ambiente. Putin sotto attacco se ne va in anticipo.

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Vladimir Putin.

Con la conclusione del G20 a Brisbane, in Australia, i leader dei 20 Paesi più industrializzati hanno trovato i traguardi da tagliare in futuro.
L'obiettivo del G20 è di giungere ad una crescita del 2,1% entro il 2018. Si tratta di un obiettivo leggermente superiore rispetto al 2% prospettato finora. Le misure promesse dai 20 paesi più potenti del mondo per rilanciare l'attività economica, secondo quanto emerso dal documento conclusivo, «faranno crescere di oltre 2 mila miliardi di dollari il Pil mondiale e creeranno milioni di posti di lavoro».
LOTTA ALL'EVASIONE. Il G20 vuole incoraggiare i progressi nella lotta contro i paradisi fiscali, l'evasione fiscale e la cosiddetta «ottimizzazione fiscale», cioè le agevolazioni offerte da alcuni paesi per attirare le grandi aziende. Riguardo all'ottimizzazione fiscale, con tecniche utilizzate tra l'altro dal Lussemburgo come rivelato dalla vicenda Luxleaks, i paesi più ricchi «salutano i progressi significativi» registrati dall'iniziativa dell'Ocse.
Il G20 vuole concludere questo cantiere entro il 2015 per garantire trasparenza in alcune pratiche giudicate «nefaste».
IL NODO DEL CLIMA. Nel documento è stato inserito anche un capitolo sul clima. «Il G20 appoggia un'azione forte ed efficace sui cambiamenti climatici. Sosteniamo», si legge nelle conclusioni del vertice, «un'azione forte ed efficace per far fronte al cambiamento climatico. Ribadiamo il nostro sostegno alla mobilitazione di risorse finanziarie per l'adattamento dei paesi vittime dei cambiamenti climatici, come il Fondo verde delle Nazioni Unite destinato ad aiutare i paesi vulnerabili».
PUTIN SE NE VA. Come previsto, Vladimir Putin ha lasciato il meeting in anticipo. Il presidente russo se n'è andato al termine di un vertice teso a causa della crisi ucraina.
In una conferenza stampa, Putin si è detto soddisfatto dei risultati, nonostante le numerose pressioni dei leader occidentali nei suoi confronti a causa della crisi ucraina. «Effettivamente, alcuni dei nostri punti di vista non coincidono, ma le discussioni sono state complete, costruttive e molto utili», ha detto il presidente russo.
NESSUNA NUOVA SANZIONE. Per il momento, comunque, non dovrebbero arrivare nuove sanzioni sul caso Ucraina. La comunità internazionale resta preoccupata per l'evoluzione della situazione ucraina, anche alla luce del risultato delle recenti elezioni, ma avrebbe escluso per il momento nuove misure. Continuando a spingere - secondo quanto appreso - per una soluzione politica che passi per l'applicazione dell'intesa di Minsk.

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