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TENSIONI 17 Novembre Nov 2014 1737 17 novembre 2014

Jobs Act, è scontro Pd-Ncd sull'emendamento

Proposta del governo recepisce l'intesa dem. Ira Sacconi: «Non è il testo condordato».

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Angelino Alfano e Maurizio Sacconi.

Si riaccende improvvisamente lo scontro all'interno della maggioranza sulle ultime modifiche apportate al Jobs Act dalla mediazione operata nel Partito democratico.
Il governo ha annunciato di voler presentare un suo emendamento al testo della delega, che recepisca gli emendamenti già approntati dopo l'accordo in direzione Pd sul tema dell'articolo 18. La modifica dovrebbe arrivare il 18 novembre alla commissione della Camera.
«POTREMMO ANDARCENE». Un annuncio che ha subito trovato la dura opposizione del capogruppo del Nuovo centrodestra Maurizio Sacconi. «L'annuncio della sottosegretario Bellanova con riferimento all'emendamento del governo sull'articolo 18 non corrisponde a quanto concordato», ha tuonato, «se vedessimo un testo diverso da quello che conosciamo ce ne andremmo dalla commissione e si aprirebbe un bel contenzioso nella maggioranza».
BRUNETTA ATTACCA. Renato Brunetta ha preso la palla al balzo e ha commentato: «Jobs Act, botte da orbi in maggioranza. Ncd prima abbocca, poi si accorge della presa in giro e reagisce. Un bel vaffa, no? Forza Maurizio Sacconi». «Non c'è nessuna forzatura, siamo persone serie, non faccio il gioco delle tre carte» - ha risposto il sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova - «dobbiamo stare calmi e sereni. Per i licenziamenti disciplinari ingiustificati sarà previsto il reintegro, ma le fattispecie le scriveremo nei decreti delegati».
VOTO FINALE IL 26 NOVEMBRE. L'emendamento approntato dal governo, aveva spiegato la stessa Bellanova, prevede il reintegro nel caso di «licenziamenti disciplinari per un motivo dichiarato da un giudice nullo o inesistente» e «un indennizzo crescente in base all'anzianità per quelli economici». Per il Ncd, in caso di licenziamenti giudicati illegittimi la regola dovrebbe invece essere l'indennizzo economico con il mantenimento del reintegro solo nei licenziamenti discriminatori e in casi molto limitati di licenziamenti disciplinari.
In giornata sono stati votati i commi tre e quattro (con l'introduzione del divieto di cassa integrazione straordinaria solo per le aziende con cessazione di attività «definitiva») e in serata i commi cinque e sei (su semplificazione e razionalizzazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese). Il 18 è destinato ad arrivare l'emendamento del governo sul comma sette (quello che tratta il contratto a tutele crescenti ma anche mansioni e controlli a distanza) con l'obiettivo di chiudere l'esame in commissione giovedì 20 e approdare in Aula il 21 (con il voto finale previsto per il 26).

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