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EMERGENZA 17 Novembre Nov 2014 2130 17 novembre 2014

Maltempo, deroga al Patto di stabilità per i Comuni colpiti

Delrio e Gabrielli fanno visita alle zone alluvionate. L'esecutivo allenta la presa sul Patto di stabilità. Chiamparino: «Buone notizie». Ancora allerta al Nord.

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Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio durante il sopralluogo nei Comuni liguri flagellati dal maltempo.

Via libera allo sforamento del Patto di stabilità per consentire gli interventi urgenti di messa in sicurezza del territorio; possibilità per i Comuni di accedere a mutui a tasso zero per 3 miliardi; un piano nazionale con investimenti per 9 miliardi nei prossimi sette anni per fare «tutto il possibile in un territorio tanto fragile come il nostro»; lo stanziamento nella legge di Stabilità delle risorse per alimentare il fondo emergenze.
DELRIO: «UNA PRIORITÀ ASSOLUTA». Il governo, nella figura del sottosegretario Graziano Delrio, è tornato dalle zone alluvionate con un carico di promesse importanti, sulle quali si gioca buona parte della sua credibilità. Perché a Palazzo Chigi hanno ormai compreso che il disastrato stato del territorio italiano è una «priorità assoluta», cui si deve mettere mano senza più ritardi, per evitare nuovi morti e per tentare di ridurre i rischi ai quali centinaia di migliaia di cittadini sono esposti ogni giorno.
LUPI:«BASTA CONDONI». Matteo Renzi sa benissimo che, se non arrivano soldi e interventi promessi, le alluvioni che hanno colpito Liguria, Piemonte, Lombardia, finiranno per travolgere l'esecutivo stesso. A questo punto, dunque, poco importa se la colpa di quel che è accaduto sia attribuibile a 20 anni di «politiche del territorio da rottamare», come ha sbottato il premier, o se vada piuttosto imputata ai condoni arrivati da Roma. Perché la verità è che la responsabilità è di tutti gli italiani: della politica nazionale, di quella locale e dei cittadini che hanno fatto scempio del territorio in egual misura, incuranti delle conseguenze. Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi lo ha detto chiaramente, ribadendo il suo no ai condoni: «Se siamo nella situazione in cui siamo, forse è perché le responsabilità le abbiamo tutti: la classe politica, le istituzioni nazionali e locali». «Dobbiamo recuperare 30 anni di ritardo», ha ammesso proprio Delrio, dopo aver incontrato assieme al capo della Protezione civile Franco Gabrielli i presidenti delle tre regioni più colpite.

Emendamento per i Comuni nella legge di Stabilità

Sergio Chiamparino.

La situazione è in miglioramento dal Piemonte al Veneto, ma resta ancora l'emergenza. Dunque bisogna far presto. «Il Patto di stabilità non sarà un problema per chi ha subito eventi catastrofici e alluvioni. I sindaci sappiano che non ci devono essere timori per gli investimenti per la sicurezza», ha spiegato il sottosegretario, assicurando che il governo «inserirà nella legge di Stabilità l'emendamento che consentirà di sforare il Patto». Parole che i governatori hanno accolto con favore, attendendo però un segnale concreto. «I lavori partiranno subito, anche se i soldi arriveranno nel 2015: il passo avanti notevole è l'assunzione di responsabilità politica», ha sottolineato Claudio Burlando, che però ha chiesto di affrontare subito il nodo dei risarcimenti. Anche Sergio Chiamparino ha definito «positivo» l'allentamento del Patto di stabilità, mentre Roberto Maroni ha invitato Renzi a «passare dalle parole ai fatti mettendo le risorse».
FASSINO: «AIUTI AI COMUNI DA SUBITO». Con una lettera inviata al premier, il presidente dell'Anci Piero Fassino ha sottolineato che «i Comuni colpiti vanno aiutati subito» e chiesto, oltre alla deroga al Patto, anche il rinvio delle rate in scadenza dei mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti da quei Comuni colpiti da calamità. Un primo appuntamento per testare la risposta del governo è previsto già il 20 novembre, quando a palazzo Chigi si terrà l'incontro tra la struttura di missione contro il dissesto idrogeologico, le Regioni, i Comuni e le autorità di bacino per stilare il cronoprogramma dei lavori da realizzare per la messa in sicurezza delle aree metropolitane.
SERVONO 3 MILIARDI. Ma tutto questo non basta. Perché, ad esempio, il conto dei danni degli stati d'emergenza già definiti - una ventina sui 25 ancora aperti e relativi aeventi del 2013 e di quest'anno - si aggira sui 3 miliardi. Ai quali va aggiunto oltre 1 miliardo di danni provocati dalle ultime alluvioni. Soldi che, allo stato, non ci sono e che il governo deve trovare se vuole risarcire famiglie e imprese. L'ipotesi su cui si lavora è quella di inserire delle risorse ad hoc per le aree colpite nella legge di Stabilità, nella quale dovrebbero confluire anche quelle, circa 150 milioni, per alimentare il fondo emergenze, che è di fatto azzerato.

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