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MAMBO 17 Novembre Nov 2014 1624 17 novembre 2014

Renzi, cosa ridi? L'Italia scivola a destra

Il premier fa battute in tivù. Mentre il Paese piomba nell'angoscia tra maltempo, scioperi e immigrati. E la rabbia si incanala verso una fascismo «brutto, sporco e cattivo».

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Matteo Renzi sembra essere decisamente a suo agio col koala e non esista a farsi immortalare dagli obiettivi dei fotografi in sua compagnia.

Matteo Renzi e i suoi collaboratori devono aver perso il controllo sulla gestione dell'immagine del leader.
Deve essere proprio così, altrimenti avrebbero evitato di far apparire in tivù dall'Australia un premier sorridente e prodigo delle solite battute ottimistiche poco prima o poco dopo che negli stessi telegiornali scorressero le immagini di gran parte del Paese allagato e sprofondato in un'angoscia senza rimedio.
E poco o poco dopo altre immagini dalle periferie romane in fiamme contro rom e immigrati.
La situazione è drammaticamente seria. Scioperi sociali, come li chiama la grande stampa, si susseguono e altri verranno. Gli scontri con la polizia sono frequenti.
Il Paese è sempre meno avvolto in quella specie di bambagia di qualche mese fa quando i pericoli sembravano vicini ma non visibili e il protagonismo dell'iconoclasta fiorentino entusiasmava a destra e a sinistra.
PREMIER LONTANO DALLA SOFFERENZA. Siamo entrati in un'altra fase, più prosaica. L'Italia che vien giù anche al Nord per il succedersi di acquazzoni non coinvolge la responsabilità del nuovo premier, che purtroppo non si è mai visto nelle zone di sofferenza, ma decenni di storia di incuria di governi romani e locali dell'una o dell'altra parte.
Si va diffondendo l'idea che siamo ormai un Paese perduto, geneticamente ingovernabile, quasi vittima di un destino alimentato dai propri errori.
Di qui il crescere della rabbia e anche il fatto che questa ormai si diriga, ecco la novità, non più verso il riformatore di palazzo, cioè Renzi, né verso il casinista che viene dallo spettacolo, cioè Grillo, ma verso una destra vera, «brutta, sporca e cattiva».
SALVINI HA ALLEATI PERICOLOSI. C'è già a sinistra qualche personaggio che canterà le virtù di Salvini, si trovano sempre i bastian contrari alla ricerca di nuovi padroni, ma resta il fatto che Salvini sta aggregando con alleati fascisti. CasaPound è anche culturalmente un alleato pesante, un blocco elettorale di destra estrema, pronto a tutto, anche a menare le mani.
Renzi pensa ancora che la sua iconoclastia anti-istituzionale, anti-sindacale, anti-sinistra, possa attirare l'attenzione di settori di destra senza perdere troppo a sinistra?
Se lo pensa non tiene in conto che la destra italiana è coriacea, coltiva i suoi odi e la sua volontà di rivincita, che può anche mascherarsi dietro il buonismo della Dc o il populismo di Berlusconi, ma alla viene fuori al naturale e presenta il conto.
B. COSTITUZIONALIZZÒ LA DESTRA. Berlusconi la destra la costituzionalizzò, e questo suo merito la sinistra non l'ha mai capito, mentre Salvini prende la destra dai salotti e la porta nelle piazze a esprimere la sua rabbia e i propri odi.
Non sarà forse il tempo più prossimo quello di Salvini, né sappiamo se sarà lui il leader o l'apprendista stregonesco. Sappiamo che Renzi non può contare a lungo né sulla pace sociale, già finita, né sul fatto che la guerra sociale sia guidata da Camusso o Landini. Ecco perché quando lo vedo in tivù mi viene da dirgli: ma che diavolo avrai da ridere?

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