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AMMINISTRAZIONI 17 Novembre Nov 2014 2050 17 novembre 2014

Roma, giunta Marino: a rischio tre assessori

Il Pd insiste e chiede il rimpasto. Il sindaco costretto a piegarsi. Per non restare ancora più isolato.

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Il sindaco di Roma, Ignazio Marino.

Il 18 novembre è il giorno del giudizio per Ignazio Marino. Il sindaco di Roma è impegnato su due fronti. Da una parte l'incontro con i cittadini di Tor Sapienza, gli stessi che l'hanno aspramente contestato venerdì 14, chiamandolo «buffone» e protestando per lo stato di degrado in cui si trova il quartiere.
Dall'altra la resa dei conti con il suo partito che anche il 17 novembre è tornato a chiedere «un riassetto radicale della giunta in tempi rapidissimi», e con cui è previsto un incontro prima che il sindaco entri in aula a relazionare sull'ormai noto affaire multe.
COSTRETTO AD ACCONTENTARE IL PARTITO. E stavolta Marino, per non restare più isolato di quello che è ora, è costretto ad accontentare le richieste del partito romano: la nuova giunta potrebbe essere già formalizzata entro la settimana. Per recuperare punti inoltre il sindaco potrebbe annunciare il 18 novembre ai consiglieri prima, e in aula poi, di aver già pagato parte delle multe alla sua Panda rossa, almeno quelle più controverse.
Oltre al cambio degli assessori, il gruppo del Pd ha chiesto anche «una nuova agenda programmatica», e non ha abbassato i toni: «Mettiamoci in sintonia con la città perché la gente ancora distingue tra Pd e Marino».
PANCALLI E CUTINI: DESTINO SEGNATO. E dunque il cambio è obbligatorio: quasi sicuramente destinati all'uscita l'assessore allo Sport Luca Pancalli e la contestatissima titolare della delega al Sociale Rita Cutini; in bilico anche la fedelissima di Marino, Alessandra Cattoi, visto che Paolo Masini, attuale assessore ai Lavori pubblici, potrebbe andare al suo posto alla Scuola. Maurizio Pucci, già uomo dell'amministrazione Rutelli, potrebbe andare ai Lavori pubblici. Cambio di delega in vista anche per Daniele Ozzimo che potrebbe andare alle Politiche sociali lasciando la delega della Casa.
MARINO PRONTO A BATTERSI PER CATTOI. Marino, sicuro, intende battersi per non fare uscire dalla giunta Cattoi, costretto probabilmente ad accontentare di una delega leggera come il Turismo o potrebbe prendere il posto di Estella Marino, data anche lei in uscita, all'Ambiente.
Altro punto su cui il sindaco è deciso a non mollare è quella della poltrona del vicesindaco Luigi Nieri. Il 17 novembre è arrivato anche l'altolà di Sinistra ecologia libertà: «Certo è singolare che il capro espiatorio sia proprio Nieri, che si è battuto tanto su questi temi delicati in questo anno e mezzo, a dispetto di tante problematiche», ha detto il capogruppo Gianluca Peciola, che ha attaccato proprio Cattoi: «Ci sono altre debolezze a Roma, non Nieri: ad esempio l'assessore alla Scuola che, pur bravissima, deve imparare a dialogare con insegnanti, o le politiche sociali, insufficienti e che bisogna potenziare».
GENTILONI IN POLE SE DOVESSE SALTARE MARINO. E poi un vicesindaco forte come Walter Tocci sarebbe un commissariamento difficile da mandare giù per un Marino che fino al 16 novembre diceva: «Nessuno mi ha chiesto di azzerare la giunta, nessuno me lo chiederà».
Il partito nazionale, intanto, sta a guardare, e la tentazione è proprio quella di non immischiarsi nelle già complicate faccende romane. Forse è proprio questo che Lorenzo Guerini pensa di dire a Ignazio Marino con il consiglio di andare avanti. Ma se tutto dovesse, fra qualche mese precipitare, qualcuno giura che il ministro Paolo Gentiloni potrebbe essere il candidato perfetto.

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