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INTESA 18 Novembre Nov 2014 1406 18 novembre 2014

Articolo 18, reintegro in casi disciplinari specifici

Ok per licenziamenti ingiustificati. Solo indennizzo per gli economici.

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Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

Un compromesso difficile da trovare, ma che ha messo d'accordo tutte le anime del governo, dalla sinistra del Partito democratico al Nuovo centrodestra.
Il diritto al reintegro nel posto di lavoro viene limitato ai licenziamenti nulli e discriminatori e «a specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato». Lo prevede l'emendamento approvato dal governo in commissione Lavoro alla Camera, contro il quale hanno votato Movimento 5 stelle, Sinistra, ecologia e libertà, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega, che subito dopo hanno abbandonato i lavori in segno di protesta.
REVISIONE DEI CONTROLLI. Per i licenziamenti economici viene esclusa la possibilità del reintegro nel posto di lavoro prevedendo «un indennizzo economico certo e crescente con l'anzianità di servizio». Stabilita anche la necessità di «tempi certi» per l'impugnazione del licenziamento.
L'emendamento prevede anche la revisione della disciplina dei controlli a distanza «sugli impianti e sugli strumenti di lavoro».
Secondo un altro emendamento, inoltre, il disegno di legge delega entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale, superando così la vacatio legis dei 15 giorni.
DAMIANO: «MOLTO SODDISFATTO». «Sono molto soddisfatto della riformulazione sul tema dell'articolo 18 che conferma i contenuti dell'accordo che abbiamo sottoscritto con il governo», ha commentato il presidente della commissione Lavoro della Camera e relatore del Jobs act, Cesare Damiano (Pd).
«Questo inserimento nella delega, che come Pd abbiamo chiesto con forza, preserva i licenziamenti nulli e discriminatori e specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare. Si tratta della stessa formula contenuta nell'emendamento del Pd a prima firma Gnecchi, che ricalca puntualmente il testo della Direzione del Pd. Come si può constatare il testo riformulato non contiene riferimenti alla ulteriore formula di casi circoscritti o limitati o addirittura di casi unici per 'tipizzare' i licenziamenti disciplinari, come era stato affermato da alcuni esponenti politici del centrodestra nei giorni scorsi. Siamo partiti dall'idea di mantenere la tutela per i soli licenziamenti discriminatori, come sostenevano taluni esponenti del governo, e siamo arrivati ad includere anche i licenziamenti disciplinari. Non era scontato».

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