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ATTACCO 18 Novembre Nov 2014 1548 18 novembre 2014

Juncker, M5s e Lega presentano mozione di sfiducia

Dopo il caso LuxLeaks chiedono le dimissioni. Con Front national e Ukip.

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Jean-Claude Juncker.

Non lo avevano votato il 15 luglio durante la sessione plenaria a Strasburgo che lo aveva eletto nuovo presidente della Commissione europea e ora, dopo appena quattro mesi, ne hanno chiesto le dimissioni. Con una mozione di censura presentata il 18 novembre al presidente del parlamento Martin Schulz, il Movimento 5 stelle continua a boicottare il mandato di Jean-Claude Juncker. Con l'appoggio di Matteo Salvini e degli altri quattro eurodeputati leghisti.
SFIDUCIA SECONDO I TRATTATI. Dopo lo scandalo LuxLeaks che ha messo in imbarazzo l'ex primo ministro del Lussemburgo ora capo dell'esecutivo europeo, il fronte euroscettico ha dichiarato battaglia. A norma dell'articolo 119 del regolamento, la mozione di sfiducia presentata dai grillini e sostenuta da un decimo dei deputati sarà discussa e votata dal parlamento durante la prossima seduta plenaria di Strasburgo: dal 24 al 27 novembre.
«Il Movimento 5 stelle Europa ha deciso di utilizzare uno dei più potenti poteri di controllo democratico a disposizione del parlamento per chiedere le dimissioni della Commissione», si legge in una nota scritta dagli europarlamentari grillini che hanno deciso di usare uno strumento previsto dai Trattati per rimettere in discussione l'idoneità del lussemburghese.
«LUXLEAKS, JUNCKER A CASA». «Lo scandalo LuxLeaks dimostra che Juncker nella sua vita politica ha sempre agito nell'esclusivo interesse della sua appartenenza nazionale e che ha fatto arricchire il proprio Paese alle spalle degli altri partner europei, in spregio all'Unione e allo spirito comunitario che lui spera di rappresentare».
Il Movimento 5 stelle insieme con i francesi del Front national, gli indipendentisti britannici dell’Ukip, i leghisti e alcuni non iscritti ha denunciato il conflitto di interessi della neonata Commissione nella lotta contro i paradisi fiscali.
Per questo motivo cercherà per l'ennesima volta di mettere in difficoltà l'esecutivo. Le possibilità di farlo cadere sono minime, vista la fiducia riconfermata dalla maggioranza dei gruppi parlamentari il 9 novembre durante l'audizone di Juncker proprio sul caso LuxLeaks. Ma intanto il Movimento 5 stelle è riuscito a portare in plenaria una mozione di sfiducia che dovrà essere votata.
NESSUN RISCHIO, VOTO SIMBOLICO. Un'occasione per assestare un altro colpo contro l'esecutivo. E a darlo potrebbero essere non solo gli euroscettici, i nazionalisti e la destra populista, ma anche chi ha sempre criticato l'elezione di Juncker. A partire dai conservatori inglesi di David Cameron sino ad arrivare ad alcuni eurodeputati dei socialisti democratici (S&D) come Sergio Cofferati.

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