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GOVERNO 18 Novembre Nov 2014 0640 18 novembre 2014

Riforma Lavoro, articolo 18: opzione spagnola anti-reintegro

Il premier vuole concedere di pagare anche per i licenziamenti disciplinari.

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Il premier Matteo Renzi.

L'emendamento sull'articolo 18 resta il nodo principale della riforma del Lavoro del governo di Matteo Renzi.
Con i sindacati e la piazza che si oppongono alla revisione del sistema di reintegro dei lavoratori e i partiti spaccati sul tema, l'esecutivo starebbe considerano un 'piano B' nel caso in cui le maglie del reinserimento delle risorse dovessero allagarsi troppo.
SOLDI COME INDENNIZZO. Secondo quando ha rivelato il Corriere della Sera, infatti, è già pronta una soluzione alternativa mutuata dalla Spagna, con l'azienda che potrebbe scegliere di pagare un indennizzo al lavoratore anche quando il giudice ne decide il reintegro. L'impresa pagherebbe di più, ma in questo modo il reintegro sarebbe cancellato per tutti i tipi di licenziamento, anche per quelli disciplinari che la minoranza del Partito democratico vorrebbe tutelare maggiormente.
TRE CASI DI REINTEGRO. Secondo la bozza del Jobs act, infatti, il reintegro è previsto solo in tre casi: quando il lavoratore è licenziato perché accusato di aver provocato lesioni personali e il giudice dimostra il contrario, quando c'è un allontanamento per minacce non confermate e nel caso in cui, a fronte di accuse di furto, la magistratura sentenzia che il licenziato non ha rubato nulla.
RIPARAZIONE ECONOMICA. Tre sono però pure le eventualità in cui non c'è il reintegro, ma l'indennizzo. Per esempio quando c'è un licenziamento ingiusto per insubordinazione, oppure nel caso di assenza ingiustificata che non viene provata e ancora a seguito delle accuse di aver provocato risse in azienda che il giudice smentisce.

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