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POLEMICA 18 Novembre Nov 2014 1723 18 novembre 2014

Stabilità, lite tra minoranza Pd e renziani

Fassina: «Emendamenti anti povertà». Carbone: «Non è metodo democratico».

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Stefano Fassina.

La minoranza Pd ha presentato otto emendamenti alla legge di Stabilità firmati da una trentina di deputati per «dichiariare guerra a povertà a precarietà». Lo ha spiegato Stefano Fassina, firmatario insieme con Giuseppe Civati, Alfredo D'Attorre, Margherita Miotto e Gianni Cuperlo.
Le modifiche (dal bonus di 80 euro a quello bebè per i più poveri, le misure per il territorio e per il Mezzogiorno) non sono piaciute ai renziani, soprattutto sul profilo del metodo.
CARBONE ALL'ATTACCO. Per Ernesto Carbone, responsabile innovazione della segreteria Pd «è davvero incredibile che parlamentari, che fino a prova contraria fanno parte di un gruppo politico, convochino una conferenza stampa per illustrare emendamenti alla legge di stabilità pensati e redatti senza tener conto di una discussione nel gruppo e nella commissione competente». E ha aggiunto: «Altro che metodo democratico, altro che discussione e confronto interno. A parole si dice di volere il bene della casa comune, nei fatti ci si comporta come se non se ne facesse parte».
RISORSE PER CHI HA PIÙ BISOGNO. Nel corso della conferenza stampa, Fassina ha spiegato che la minoranza vuole provare a «correggere il segno della politica economica del governo che a nostro avviso non affronta in modo adeguato i drammatici problemi che il Paese ha di fronte». Il primo obiettivo è il «contrasto alla povertà e all'impoverimento che riguarda fasce sempre più larghe del ceto medio. Utilizziamo un indicatore di situazione economica equivalente per distribuire le risorse del bonus Irpef, i famosi 80 euro, e per distribuire le risorse del bonus bebè, che in base alla legge di stabilità del governo viene destinato anche a chi ha 90 mila euro di reddito l'anno. Noi riteniamo che ci sia un'emergenza povertà e vorremmo concentrare le risorse esistenti su chi ne ha più bisogno, tenuto conto dei figli a carico e della condizione economica della famiglia».
BARETTA: «IL BONUS 80 EURO NON SI TOCCA». Il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, al termine dei lavori della commissione Bilancio della Camera che ha all'esame gli emendamenti sulla legge di Stabilità, ha confermato che «il bonus di 80 euro non si tocca».
SEL PRESENTA 260 EMENDAMENTI. Altri emendamenti della minoranza Pd concentrano la «decontribuzione» fiscale disposta dal Jobs Act «sui contratti a tempo indeterminato: specifichiamo che le risorse devono essere concentrate per trasformare i contratti precari, di qualsiasi tipo siano, in contratti a tempo indeterminato», ha osservato Fassina.
Anche Sel ha presentato oltre 260 emendamenti e una relazione di minoranza che vuole «smontare» le misure principali adottate dalla legge di Stabilità. Le proposte comprendono «il taglio alle spese militari e alle grandi opere», l'introduzione di una «imposta patrimoniale», la «rimodulazione» degli scaglioni Irpef e il superamento del tetto deficit-Pil «fino ad almeno il 4%».

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