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ATTACCO 19 Novembre Nov 2014 1246 19 novembre 2014

Angeletti contro Renzi: «Non si governa con un tweet»

Il segretario Uil critica il premier: «Mago degli annunci, ma servono soluzioni vere».

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Il premier Matteo Renzi.

Il governo dovrebbe concentrarsi di più sui problemi veri del Paese. Lo sostiene il leader uscente della Uil, Luigi Angeletti, che non ha risparmiato aspre critiche al premier Renzi: «Forse ci sarà ancora qualcuno che prova a far funzionare l'Iphone con un gettone telefonico, ma sarebbe altrettanto fuori dalla realtà chi si ostinasse a governare il Paese con un tweet», ha dichiarato Angeletti, consigliando «al governo di concentrarsi di più sulla soluzione dei problemi veri e di abbandonare la polemica».
«MAGO DEGLI ANNUNCI». Per Angeletti, Matteo Renzi è «un mago nell'annunciare i progetti, è imbattibile nel comunicarli ed è immaginifico nel disegnare gli scenari del domani. Ma nell'affrontare il presente sta mostrando ancora tutti i suoi limiti». Il leader uscente della Uil ha definito così il premier, spiegando: «non siamo assolutamente preoccupati del comportamento di Renzi nei nostri confronti. Ciò che ci preoccupa molto seriamente sono le ricadute negative di queste scelte sulle persone. Pensando di contrastare noi, Renzi finisce col danneggiare i cittadini».
«CONDIZIONI DEL PAESE PEGGIORATE». La recessione «non è finita né è terminata la distruzione dei posti di lavoro. E questa è la dimostrazione che la ricetta per uscire dalla crisi, imposta dall'Europa, non funziona». Angeletti, al XVI congresso nazionale del sindacato, ha dichiarato che negli ultimi quattro anni, «le condizioni del Paese sono notevolmente peggiorate», ma «malgrado i tempi che viviamo, siamo qui per rappresentare i lavoratori della Uil non con le ginocchia piegate e non abbiamo neanche chinato la testa: anzi, siamo qui con una grande voglia di riscatto».
«L'ART. 18 TUTELA DAI SOPRUSI». E l'articolo 18? Per il leader uscente di Uil tutela «dai soprusi, dalle ingiustizie» che «pessimi imprenditori e dirigenti praticano in troppi posti di lavoro. Non siamo per nulla d'accordo che si riducano queste tutele a milioni di lavoratori che già ce le hanno», ha aggiunto Angeletti.

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