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PRIVACY 19 Novembre Nov 2014 0853 19 novembre 2014

Datagate, Senato Usa blocca la riforma della Nsa

I repubblicani frenano il Freedom act. «Momento peggiore per legarci le mani».

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Il simbolo della National security agency statunitense.

Il Senato americano ha bloccato la riforma della National security agency, al centro dello scandalo del Datagate. La misura, chiamata Usa Freedom act, prevede la fine della raccolta automatica di dati dalle chiamate telefoniche degli americani, ma non ha superato il voto procedurale del Senato per l'avvio della discussione. La misura non ha incassato i 60 voti necessari per l'avvio del dibattito.
DUE SOLI VOTI. La riforma della Nsa non è passata per soli due voti, avendo ottenuto 58 consensi invece dei 60 necessari per l'approvazione. A votare contro quasi tutti i repubblicani, contrari a rivedere in modo radicale i poteri dell'agenzia.
Il no ha rinviato di un anno il dibattito sulla riforma, che si è impantanata sul Patriot act che puntava a rinnovare e modificare.
POTERI ESTESI DOPO L'11 SETTEMBRE. Si tratta della controversa legge anti-terrorismo approvata d'urgenza dopo l'11 settembre che estende di fatto i poteri d'intervento dell'intelligence e dell'autorità giudiziaria nella vita privata dei cittadini, autorizzando controlli estesi a tutti i livelli.
Il leader dei repubblicani al Senato, Mitch McConnell, si è battuto per bloccare l'approvazione della riforma. «Questo è il momento peggiore possibile per legarci le mani dietro la schiena», ha affermato McConnell.

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