Strage Bologna Fioravanti 141119134824
SENTENZA 19 Novembre Nov 2014 1351 19 novembre 2014

Strage Bologna, Mambro e Fioravanti devono risarcire 2,1 miliardi

Pari ai danni causati allo Stato per l'attentato alla stazione del 2 agosto 1980.

  • ...

Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro in un' immagine del marzo 1984, durante il processo in Corte d'Assise a Bologna per l'omicidio del sostituto Procuratore della Repubblica di Roma Mario Amato.

Valerio Giuseppe Fioravanti e Francesca Mambro, ex Nar condannati definitivamente per la strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980, sono stati condannati dal tribunale civile a risarcire danni per 2 miliardi, 134 milioni e 273mila euro alla Presidenza del Consiglio e al ministero dell'Interno. La decisione è del giudice della terza sezione civile del tribunale di Bologna, Francesca Neri. Si tratta della causa che doveva quantificare e liquidare il danno già accertato in forma generica dalle sentenze penali che avevano condannato i due all'ergastolo.
PRESCRIZIONE RESPINTA. Il tribunale ha respinto l'eccezione di prescrizione sollevata dalla difesa di Mambro e Fioravanti (avvocati Alessandra Tucci, Jacopo Mannini e Cinthia Bianconi) e ha dichiarato i due responsabili in solido dei danni subiti dalle amministrazioni dello Stato a seguito del delitto commesso a Bologna, il 2 agosto 1980. La causa era stata promossa dalla presidenza del Consiglio dei ministri e dal ministero dell'Interno, con il patrocinio dell'avvocatura dello Stato.
«EVENTO INDELEBILE PER LA NAZIONE». Il giudice che ha condannato Giusva Fioravanti e Francesca Mambro al risarcimento da 2,1 miliardi di euro ha scritto che «la gravità di quel fatto», ovvero della strage, è «di livello senza pari nella storia dell'Italia». Un ulteriore profilo da considerare, si legge in un altro passaggio del giudice, «è che ormai, a distanza di 34 anni, può dirsi che tale evento sia rimasto impresso in modo indelebile nella coscienza collettiva della nazione, come un vero e proprio danno permanente».
«GRAVITÀ SENZA PARI NELLA STORIA D'ITALIA». Se è vero che, ha osservato il giudice Francesca Neri, come affermano Mambro e Fioravanti, negli anni immediatamente precedenti si erano già verificati numerosi e gravi «atti sanguinosi», «è vero però che l'esplosione dell'ordigno del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna provocava da sola la morte di 85 persone e il ferimento di altre 200; la gravità di quel fatto, in sé e per sé considerato, per l'entità delle conseguenze lesive a persone e cose, per lo sgomento e il senso di insicurezza che provocava nell'opinione pubblica, dovuto anche alla circostanza che si trattasse di un attentato ad una via di comunicazione, tale da colpire in modo imprevedibile e indiscriminato, è di livello senza pari nella storia dell'Italia, ed è secondo in ambito europeo solo agli attentati di Madrid dell'11 marzo 2004». Si può quindi affermare che il fatto commesso «abbia leso con gravità estrema una molteplicità di beni, di cui è titolare lo Stato italiano, e che sono di rango fondamentale».
I LEGALI NON COMMENTANO. I legali di Francesca Mambro e Giuseppe Valerio Fioravanti, gli avvocati Jacopo Mannini, Alessandra Tucci e Cinthia Bianconi, in seguito alla alla sentenza del tribunale civile di Bologna hanno dichiarato non avere commenti da fare. «Il nostro pensiero si conoscerà al momento del deposito dell'atto di appello», hanno affermato.
Il collegio difensivo, nell'ambito del processo civile non è mai entrato nel merito della vicenda e delle sentenze penali, muovendo rilievi e formulando argomentazioni di contenuto puramente civilistico.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso