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GOVERNO 21 Novembre Nov 2014 1527 21 novembre 2014

Legge di Stabilità, Ncd: «No social card agli stranieri»

Le novità dagli ammortizzatori al bonus bebè. Padoan ottimista sul giudizio Ue.

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Sono tanti i temi caldi alla ripresa dei lavori sulla Legge di Stabilità, in commissione Bilancio alla Camera. A partire dallo scontro sull'emendamento relativo alla social card agli immigrati, che Ncd vuole venga ritirato.
«NO ALL'EMENDAMENTO». «Il governo ritiri l'emendamento sulla social card agli stranieri» e «valuti questa richiesta anche per meglio riformulare l'emendamento stesso. Non è chiaro se il governo voglia estendere la social card o destinare risorse per ottemperare a precedenti obblighi e sanare il contenzioso con le Poste», hanno dichiarato il capogruppo Ncd alla Camera Nunzia De Girolamo, il capogruppo Ncd in commissione Bilancio Paolo Tancredi e la vicepresidente Barbara Saltamartini, che ha formalizzato la richiesta in commissione Bilancio.
«ITALIANI DISCRIMINATI». Anche Giorgia Meloni si oppone all'emendamento: «Confermata la social card agli extracomunitari e meno risorse al fondo per la famiglia: come temevamo questa Legge di stabilità si sta rivelando una vera e propria mazzata per gli italiani, sempre più discriminati da un governo incapace di risolvere i problemi della Nazione e che non taglia sprechi e privilegi ma scatena guerre tra poveri. Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale voterà contro e darà battaglia in parlamento per cancellare queste norme assurde», ha dichiarato Meloni, presidente di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale.
BONUS BEBÈ CON ISEE INFERIORE A 25 MILA EURO. Il bonus bebè sarà assegnato solo ai i nuclei familiari che presenteranno un Isee non superiore ai 25 mila euro (la soglia di reddito precedente era di 90mila euro e non si prevedeva l'uso dell'Isee). L'assegno raddoppia invece per chi non supera un Isee di 7 mila euro annui. Lo prevede un emendamento del relatore alla Legge di stabilità.
400 MILIONI DI AMMORTIZZATORI SOCIALI. Agli ammortizzatori sociali saranno destinati altri 400 milioni in due anni, 200 milioni nel 2015 e 200 nel 2016: lo prevede un emendamento del governo, approvato dalla Commissione Bilancio della Camera, che stanziava originariamente 1,5 miliardi di euro.
TAGLIO DI 1,2 MLD CHIESTO AI COMUNI. Il taglio complessivo di 1,2 miliardi chiesto ai Comuni come contributo alla Legge di stabilità rimane, ma non dovrà essere più coperto solo con la spesa corrente. Lo prevede il pacchetto di emendamenti del governo per andare incontro alle richieste degli enti locali. I tagli potranno quindi riguardare ad esempio anche gli investimenti. I Comuni che decideranno di unirsi in un'unica amministrazione potranno essere esentati dal patto di stabilità interno per cinque anni: lo prevede uno degli emendamenti alla Legge presentati dal governo per dare ossigeno alle amministrazioni comunali.
RINEGOZIAZIONE DEI MUTUI IN ESSERE. Più tempo concesso ai Comuni per i piani di ammortamento dei debiti: il periodo consentito passa infatti da 10 a 30 anni. Lo prevede il pacchetto di emendamenti presentato dal governo in cui si permette anche la rinegoziazione dei mutui in essere. Parte dell'onere per interessi passerà allo Stato. Lo stesso pacchetto dispone inoltre che gli oneri di urbanizzazione (finora utilizzabili solo per investimenti) possano essere utilizzati per la spesa corrente.
SPESE UFFICI GIUDIAZIARI DAI COMUNI ALLO STATO. Gli oneri degli uffici giudiziari locali passano dai Comuni sede degli uffici allo Stato. Il passaggio, che non cambia il perimetro dell'amministrazione pubblica e non comporterà quindi un aggravio per la finanza pubblica ai fini del calcolo del deficit, sarà formalizzato a partire dal primo settembre 2015.

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