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SVOLTA 21 Novembre Nov 2014 0653 21 novembre 2014

Obama salva 5 mln di stranieri: «Non è amnistia»

Decreto per la regolarizzazione. «Da sempre siamo un Paese di immigrati».

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Il presidente Usa, Barack Obama.

Barack Obama non ha usato giri di parole per commentare il decreto che regolarizza cinque milioni di immigrati, proteggendoli dai rimpatri forzati e garantendo loro un permesso di soggiorno e di lavoro. «Noi siamo sempre stati e saremo sempre un Paese di immigrati. Anche noi siamo stati stranieri una volta. E quello che ci rende americani è la nostra adesione a un ideale comune, che tutti siamo stati creati uguali. Non è un'amnistia di massa», ha precisato, «si tratta di responsabilità e di misure di buon senso».
Parlando in diretta tv dalla East Room - mentre fuori dalla Casa Bianca molti immigrati si sono riuniti per festeggiare - il presidente degli Stati Uniti ha illustrato nel dettaglio la riforma dell'immigrazione più significativa degli ultimi 30 anni, e ha difeso con forza la sua decisione di fare ricorso ai suoi poteri esecutivi.
LA RISPOSTA AI REPUBBLICANI. E se i repubblicani lo hanno accusato di abuso di potere, lui ha replicato con forza: «Le misure che sto prendendo non sono solo legali, ma sono le singole azioni che ogni singolo presidente repubblicano e ogni singolo presidente democratico hanno preso nell'ultimo mezzo secolo».
La prerogativa dei decreti non è dunque un'esclusiva della presidenza Obama. «E per i membri del Congresso che mettono in dubbio la mia autorità di rendere il nostro sistema dell'immigrazione migliore», ha aggiunto, «ho una risposta. Varate voi una legge».
Una sfida lanciata a una destra che da gennaio avrà il controllo di entrambe le camere del Congresso, e dunque i numeri per fare una riforma che l'America attende da troppo tempo. E l'attende soprattutto la comunità ispanica, che nel 2008 e nel 2012 ha votato in massa per Barack Obama, in nome di quella promessa che il presidente ha sempre giurato di voler mantenere, Congresso o non Congresso.
«SISTEMA PIÙ SICURO». «Ora il sistema dell'immigrazione sarà più sicuro, più giusto e più equo», assicura il presidente. Nel dettaglio, i 5 milioni di immigrati clandestini ai quali è rivolto il piano Obama scamperanno alla cosiddetta 'deportation', il rimpatrio forzato nei Paesi di origine. Gli irregolari che vivono da più di cinque anni negli Stati Uniti, o hanno un figlio nato negli Usa o che è titolare di un permesso di soggiorno permanente, potranno ottenere un permesso di lavoro di tre anni. Sempre che non si siano macchiati di reati. E in questo caso ad essere colpiti saranno i singoli individui, e non le famiglie.
«L'AMNISTIA NON SAREBBE GIUSTA». «Un'amnistia di massa non sarebbe giusta», ha spiegato Obama, «ma anche una 'deportazione' di massa sarebbe impossibile e contraria al nostro spirito. Bisogna uscire dall'ipocrisia», ha aggiunto, «perché l'amnistia è quella che abbiamo oggi, dove milioni di persone che vivono qui non pagano tasse e non rispettano le regole».
Il presidente - rispondendo poi a chi lo accusa di fomentare una nuova ondata di immigrati e di mettere a rischio la sicurezza nazionale - ha replicato sottolineando come saranno rafforzati i controlli alle frontiere, aumentano le chance di cattura di coloro che cercheranno di entrare clandestinamente negli Stati Uniti.
MANOVRA DAL 2015. Chi sarà colto in flagrante sarà rispedito immediatamente a casa. La riforma prevede poi il rimpatrio forzato di tutti coloro che minacciano la sicurezza nazionale e sono sospettati di terrorismo. Ma anche criminali e componenti di gang saranno in cima alla lista delle persone da espellere dal Paese.
«Chi avrà i requisiti per soddisfare i criteri del decreto», ha spiegato Obama, «potrà uscire dall'ombra e vivere alla luce del sole in base alla legge. Chi è un criminale sarà deportato. Per chi cercherà di entrare illegalmente negli Stati Uniti, ci saranno maggiori possibilità di essere catturato e rimandato a casa». L'amministrazione federale comincerà ad accettare le richieste di regolarizzazione già dalla primavera del 2015.

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