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UFFICIALITÀ 21 Novembre Nov 2014 1415 21 novembre 2014

Uil, Carmelo Barbagallo eletto nuovo segretario generale

Il sindacalista siciliano risponde a Renzi: «Si inventi una scusa per evitarci lo sciopero».

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Carmelo Barbagallo, segretario generale Uil.

Cambio al vertice della Uil.Carmelo Barbagallo è il nuovo segretario generale della Uil. Prende il posto di Luigi Angeletti, che dopo 14 anni lascia la guida del sindacato di via Lucullo.
Barbagallo è stato eletto dal consiglio confederale all'unanimità.
Ex operaio Fiat, siciliano, ha 67 anni.
«RAPPORTI CON CGIL-CISL DI BREVE CONVIVENZA». «I nostri rapporti con Cgil e Cisl sono di breve convivenza, così si smette di dire che facciamo matrimoni», così Barbagallo, dal palco del congresso aggiungendo anche che «non ci siamo sposati con la Cisl, per fare un sindacato unico, e quando fu proposto formalmente, risposi 'ma perché fare un regalo alla Cgil', visto che metà da un parte e dall'altra sarebbe andata via».
Dopo l'attacco di Matteo Renzi ai sindacati, accusati di passare il tempo a inventarsi ragioni per scioperare è arrrivata la risposta di Barbagallo al premier: «Presidente ci stupisca: si inventi una scusa per farci evitare lo sciopero».
Il nuovo leader Uil è molto deciso: «Mancano 21 giorni allo sciopero generale fino all'ultimo aspetterò che il governo possa proporle» e in tal caso, ovviamente, anche la protesta potrebbe essere revocata.
CONTRO SQUINZI. Barbagallo non le manda a dire al mondo industriale.
Il Jobs act «grida vendetta», ha attaccato attacca includendo nel bersaglio anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: sull'articolo 18 ha fatto una «squinzata a 180 gradi», ha affermato per sostenere che ha cambiato rotta rispetto a quanto «detto e concordato» con i sindacati.
E reclama un «patto generazionale tra i giovani e gli anziani, in modo che si possa dare lavoro stabile per i giovani e flessibile per gli anziani: esattamente il contrario di quello che propone oggi il governo».
COLPO DI SPUGNA SUI VECCHI RAPPORTI. Un colpo di spugna, infine, nei rapporti con la politica: «In questi anni siamo stati percepiti troppo simili ai governi e ai partiti, questo non è più possibile».
E delle critiche non si preoccupa: «Mi stanno dipingendo in tutti i modi, mi stanno facendo anche delle caricature, ma non c'è problema... non sono mai cambiato da quando ero delegato alla Fiat di Termini Imerese», città natale; lì, ha raccontato «avevo un soprannome: 'il prete', perché parlavo con tutti e ascoltavo tutti».
AL LAVORO A 8 ANNI. Barbagallo non ha nascosto di aver cominciato a lavorare all'età di otto anni, passando da un negozio di barbiere ad un pastificio, da una cooperativa ittica ad un magazzino postale, per approdare, infine, alla Fiat, dove inizia anche il suo percorso sindacale: da delegato arriverà alla carica di segretario generale della Uil Sicilia.
Nel 2000, con Angeletti segretario generale, entra in segreteria confederale: «Mi sono laureato in Uil».

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