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INTOLLERANZA 22 Novembre Nov 2014 2005 22 novembre 2014

Lega e CasaPound, sit-in all'Infernetto: «Via gli immigrati»

Residenti in piazza contro il centro di accoglienza nella periferia di Roma. Applausi per Borghezio.

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L'eurodeputato della Lega Nord Mario Borghezio durante la protesta dei residenti assieme a Casapound contro il centro di accoglienza all'Infernetto, Roma.

L'accoppiata CasaPound-Lega contro l'immigrazione.
Il connubio di intolleranza è andato in scena a Roma: centinaia di persone hanno manifestato all'Infernetto, quartiere alla periferia Sud della Capitale dove da sabato 15 novembre sono stati trasferiti alcuni minori dal centro di accoglienza di Tor Sapienza.
Tra i partecipanti al sit-in è comparso un lungo striscione con la scritta 'Alcuni italiani non si arrendono'.
La protesta, indetta dai comitati cittadini, vede anche la presenza di uno dei leader di CasaPound, Simone Di Stefano, e dell'europarlamentare leghista Mario Borghezio.
Entrambi - contrariamente a quanto accaduto durante il corteo all'Eur - sono stati accolti dagli applausi dei residenti, che sventolavano al cielo il tricolore.
«LA COLPA È DEI POLITICI». «Questa è una protesta legittima», ha detto Borghezio, «hanno ragione quando accusano i politici. C'è una responsabilità politica nell'apertura all'immigrazione, colpa di una politica buonista e demenziale. L'immigrazione è diventata invasione».
Secondo Di Stefano, già candidato alle Regionali, «qui oggi in piazza ci sono gli italiani stanchi che non si arrendono. Non accettiamo di essere continuamente additati come razzisti, siamo solo incazzati».
Tra i manifestanti anche alcuni esponenti del centrodestra, come il deputato di Fratelli d'Italia Fabio Rampelli, Luciano Ciocchetti e l'ex vice sindaco Sveva Belviso.
«GENTE PRONTA A INTERVENIRE». «Il centro di accoglienza non lo vogliamo!», è stato uno dei cori maggiormente scanditi.
Borghezio ha acceso i toni, sottolineando che «qui c'è gente pronta a intervenire, ci sono braccia, cuori, bandiere e aste più pesanti di queste pronte a difendere il territorio».
Tanti i militanti e gli esponenti della destra più o meno estrema. «Ma che fai, vieni qui con la maglietta rossa?», ha domandato uno dei manifestanti a un amico.

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