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MEA CULPA 22 Novembre Nov 2014 0745 22 novembre 2014

Maurizio Landini: «Su Renzi ho detto una cavolata»

Il segretario Fiom: «È stata una frase estrapolata. Ma il governo divide il Paese».

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Maurizio Landini.

Mea culpa di Maurizio Landini dopo le parole pronunciate il 21 novembre durante il corteo Fiom a Napoli secondo le quali il presidente del Consiglio, Matteo Renzi non avrebbe «il consenso di chi lavora e delle persone oneste».
TUTTO ESTRAPOLATO. Intervistato sabato 22 da la Repubblica, il segretario del sindacato ha spiegato che «la frase è stata estrapolata dal mio discorso. È stata stata una cavolata. Anche perché non riflette proprio quel che penso. Non ho mai ritenuto di dividere il mondo in due, con i buoni dalla mia parte e i cattivi dall'altra. Noi lavoriamo per unire i lavoratori. È la politica che cerca di dividerli». E nonostante ci sia un video «non ho mai pensato che solo chi è con noi è onesto».

«LA MAGGIOR PARTE NON STA CON RENZI». Maurizio Landini ha precisato che «ho detto che la maggioranza di coloro che lavorano e di chi il lavoro lo cerca, la maggioranza di coloro che pagano le tasse e non le evadono, non appoggia le scelte del governo».
Quindi ha ribadito che «non volevo certo offendere coloro che sostengono le politiche di questo governo. Poi, può far comodo utilizzare la frase di Landini per nascondere il messaggio di protesta che arriva dai luoghi di lavoro e dai pecari. È una strategia ma non serve a risolvere il problema. È un altro modo per nascondere la cenere sotto il tappeto».
L'INDIFFERENZA DEL GOVERNO. Secondo il segretario della Fiom «i toni duri di questi giorni sono figli della incomunicabilità. Un governo che rimane indifferente di fronte alle centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che protestano nelle piazze, che si rifiuta di discutere con i sindacati sulle leggi che riguardano il lavoro, che non si confronta in parlamento e modifica leggi fondamentali come lo Statuto dei lavoratori a colpi di fiducia, non può attendersi che nelle fabbriche e negli uffici si alzino cori di consenso».
UN PAESE DIVISO. A Maurizio Landini non interessano «messaggini su Twitter, battutine, giochi di parole: i lavoratori italiani si attendono dal governo leggi che facciano aumentare l'occupazione, che tengano le aziende in Italia, che riducano le tasse sul lavoro, che combattano la precarietà. Invece abbiamo un governo che divide il Paese, che cerca di mettere precari contro lavoratori dipendenti, cittadini contro sindacati, che divide addirittura gli imprenditori tra di loro».
«GLI 80 EURO? UNA SCELTA POSITIVA». Matteo Renzi ha comunque fatto cose positive. «Ritengo che sia stata positiva la scelta di mettere gli 80 euro in busta paga, penso che sia stata positiva la decisione che ha favorito l'utilizzo dei contratti di solidarietà per risolvere il caso Electrolux. Noi siamo autonomi, come sempre dovrebbe essere un sindacato. Discutiamo sul merito delle questioni. Non siamo pregiudizialmente contro o a favore del governo. Lo misuriamo e lo giudichiamo sulle scelte che fa. Quelle degli ultimi mesi sono scelte divisive, che non servono a risolvere la crisi del lavoro in Italia e che seguono ricette ormai ritenute sbagliate anche da una parte degli imprenditori».

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